El Dia de Los Muertos & Rogue.

Una è una coincidenza (non voluta?), l’altra è, invece, una certezza. Parlo dei Grateful Dead e della festività degli antichi popoli mesoamericani dei Morti (el  Dia de los Muertos). Con i Grateful Dead, epico gruppo musicale americano degli anni ’60, uno dei primi a suonare quello che poi sarà da tutti conosciuto come “rock psichedelico”, questa birra, dicono quelli della Rogue, non c’entra nulla, anche se l’assonanza dei due nomi potrebbe far pensare al contrario (ma se uno pensa ai Deadhead, un ulteriore dubbio magari gli viene …), E’ certo invece il legame che c’è fra questa helles bock americana e El dia de los Muertos. Lo dicono sempre quelli di Rogue: la Dead Guy Ale è stata brassata per la prima volta agli inizi degli anni ‘90, per il ristornate messicano di Portland (ora chiuso) Casa U Betcha, proprio in occasione della celebrazione del Dia de Los Muertos, festa preispanica sentitissima da tutte le popolazioni sudamericane, e dichiarata nel 2003 dall’UNESCO uno dei “ Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”. E’ ricorrenza che per i Maya, coloro che per primi l’hanno “festeggiata” (per loro durava addirittura trenta giorni di fila), rappresentava la maniera migliore con la quale poter esorcizzare l’idea ossessiva  della morte, ingombrante e complicata da “gestire”. In questi due giorni, 1 e 2 novembre, nei quali la vita sembra fermarsi in Sudamerica, si celebra in maniera festosa e anche scherzosa l’incontro annuale con i propri antenati: tutto ciò nasce dalla convinzione gli spiriti dei defunti tornano al mondo dei vivi il 2 novembre di ogni anno per passare un giorno con i loro parenti e consolarli dal dolore della loro perdita. L’apice della festa è  proprio nella notte fra il 1 e il 2 novembre, nella quale tutti si radunano nei cimiteri, addobbati a festa, con le donne che portano offerte e le vivande preferite dai parenti scomparsi e gli uomini che vegliano, cantando per tutta la notte. Una notte nella quale si celebra la continuità della vita, e nella quale, quasi didatticamente, si impara, in una forma piacevole, a convivere con la morte, in una sorta di visione circolare dell’esistenza.

Per “addolcire” ancora di più questa ricorrenza, quelli della Rogue, visto che gli era venuta proprio bene, hanno deciso di trasformare da occasionale in stabile la produzione di questa birra, forse la più conosciuta e celebrata fra le loro (tantissime) birre. Malti Northwestern Harrington, Klages, Maier Munich e Carastan, luppoli Perle e Saaz per questa “bock di maggio”, la versione più “leggera” delle bock, solitamente meno complesse e maltose delle bock tradizionale, con una spinta luppolata un po’ più accentuata. Il primo aggettivo che mi è venuto in mente, mentre la bevevo, è stato: “sensazionale”! La concretizzazione del concetto in medium stat virtus: una luppolatura decisamente astringente ma anche marcatamente soffusa, con una nota balsamica appena accennata all’aroma, la carbonazione giustamente a mezza via, la rotondità giusta, la quantità millimetrica di  malto torbido e morbido, la schiuma lungamente a posto, esile e cremosa, la perfetta pulizia finale. Delicatamente aranciato il colore di questa birra, che ti rotola in bocca e che non devi cercare di acchiappare o, peggio, di arrestare: la devi bere abbandonando la consapevolezza di farlo, ti devi solo lasciar guidare e abbassare le resistenze (e/o le elocubrazioni). Mi ricorda le versioni migliori di un altro must (la Hopfenweisse delle Schneider/Brooklyn) per morbidezza, eleganza e personalità; ma si spinge anche oltre, rimarcando il fatto che quando i migliori craftbrewers americani “visitano” o “ri-visitano” uno stile birrario, lo fanno (spessissimo, per fortuna) aggiungendoci una grazia e un tocco del tutto particolari, speciale mi verrebbe da dire, illuminandone alcuni lati rimasti in penombra e, soprattutto,“svecchiandoli”. Una birra da far resuscitare i morti; ogni giorno, però, e non solo una volta l’anno. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 6,6% vol.;  © Alberto Laschi

One Response to “El Dia de Los Muertos & Rogue.”

Lascia un commento