Birrerya: Troubadour bieres

Kristof De Roo, Rikkert Maertens, Stefaan Soetemans e Sven Suys, quattro mastrobirrai (quattro, come i famosi moschettieri) tutti diplomati alla prestigiosa KAHO di St. Lieven, sede sussidiaria della HUB di Bruxelles e una delle più prestigiose università birrarie del Belgio, decidono nel 2000 di dar vita a Ursel, nella parte orientale delle Fiandre, a questo loro progetto produttivo autonomo. Che porta significativamente il nome di The Musketeers, volendo, i quattro, porsi nel mondo birrario belga, sempre molto “chiuso” e geloso delle proprie tradizioni, nella posizione di quelli che a spada tratta cavalcano una sapienza birraria ormai secolare, con il taglio della innovazione. Brassano da De Proef (come ancora fanno per tutte le loro birre) la loro prima Blond  nel 2002, affiancandole, nel 2003, una belgian strong ale alla quale “impongono” il nome di Obscura. Perchè il primo, per tutte e due, è quello di Troubadour. Anche in questo caso la scelta del nome non è casuale: nelle intenzioni dei quattro amici birrai infatti queste birre dovevano essere capaci di “viaggiare”, portando in giro gioia e spensieratezza, un po’  come gli antichi trovatori medievali, che andavano di paese in paese a rallegrare gli abitanti con le proprie storie. Birre non banali, ben costruite, armoniche, apprezzate fin da subito per la loro giovane solidità. Ma il successo vero si ha con la Magma, la loro imperial ipa, con la quale i quattro moschettieri si piazzano al primo posto nella speciale classifica di gradimento, stilata dai visitatori stessi dell Zythos. Oltre queste tre birre, il portfolio del piccolo bier firma belga si completa con il rilasdio sul mercato, nello scorso, ottobre, della loro Imperial stout  da 9% abv., rifermentata in bottiglia. Nei magazzini di Birrerya sono arrivate le prime tre, Blond, Obscura e Magma, aggiungendo un ulteriore importante tassello alla “collezione” dei piccoli ma già affaermati birrifici artigianali belgi che sono transitatai dalle nostre parti.

La Blond è una “classica” belgian ale di 6.5°, rifermentata in bottiglia. Una birra, “tranquillamente” beverina, agile e “sveglia”, decisamente dissetante. Dalla livrea bionda, lucida e brillante, ha schiuma abbondante, fine e cremosa, un naso fresco e pungente di lievito e delicatamente amaricante di un luppolo leggermente citrico. Decisamente frizzante, rivela nella beva carattere e personalità da vendere, con una classica rifinitura maltata, che da al gusto una prima, bella impressione di linearità classica, che si evolve poi una sensazione finale astringente di luppolo e parzialemnte ricca di sentori fruttati. Dissetante, svelta senza essere sbrigativa, si rivela ottima birra da tutto pasto, o comunque, di quelle da bere senza stare tanto a pensarci.  La seconda nata in casa Musketeers è la Obscura, il risultato di 18 mesi di esperimenti produttivi effettuati prima di metterla in commercio, nel 2003. Una robusta belgian strong dark ale di 8,5% abv., scura, profondamente marrone, dal bel carattere malatato e dalla forte componente tostata. Bella, come il colore, anche la schiuma, cremosa, ricca e persistente,  ricco il naso di note dolci di caramello, asciutte di frutta secca (noci, mandorle), “estrose” di frutta matura. I quattro malti impiegati regalano al gusto una forte caratterizzazione e una morbidezza di fondo che solo una oculata spruzzata di luppoli continentali riesce a sterzare da una percicolsa deriva extra-dolce. Calda, alcolica, “piena”, ha finale asciutto e abbastanza “mosso”, con luppoli e spezie in bella evidenza. Ed infine la Magma, che, come il nome impostole suggerisce, è viva e vivace, arrembante e parzialmente estrosa, con il Simcoe in dry hopping che la accende di una luce viva e vitale. Una imperial ipa in stile belga, senza estremizzazioni, con molto equilibrio, dal colore tendente all’ambra scura e con una schiuma ricca e persistente. Più bella al naso che in bocca, ha aroma “fresco” di fiori di luppolo, che “schiaccia” di molto la componente maltata, senza però opprimerla. Il fruttato del luppolo ritorna prepotente anche al palato, dove si presenta senza però colpire troppo duro: alcolicità importante (abv 9% ) e maltatura decisa ne conrobilanciano la spinta. Si fa bere con molto piacere, anche se una limatina luppolata al finale non farebbe male; è la loro birra più “trasgressiva”, ma, forse, la loro migliore. Nel 2011 ne è stata brassata una versione che ha visto il Cascade protagonista del dry hopping finale.

 

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