Preview del Villaggio: Buskers Beer

Il “progetto” Busker Beers si alimenta di sempre nuove prove produttive, implimentandosi progressivamente. Del progetto in sè ne avevo già parlato in un articolato post di qualche tempo fa, nel quale avevo dato ampio risalto anche alla cornice grafica del progetto stesso, magistralmente costruita dall’illustratore madrileno Felideus, autore di tutte le labels delle varie birre. Progetto nuovo per l’Italia, quello di un birrificio su ruote che “sfrutta” (consensualmente) la specificità e la bravura del birraio che viene di volta in volta chiamto in causa (assieme al proprio impianto); progetto innovativo, molto, molto interessante. In un anno e mezzo, o poco più, di attività, i Buskers (Mirko Caretta in primis) hanno già dato vita a nove collaboration beers (con un’altra pronta fra pochi giorni), e c’è in ponte un raid dalle parti di Roncole di Busseto per dar vita ad un altro paio di nuove birre. Al Villaggio, per ora, è già certa la presenza di tre delle loro birre: la Ectasy brassata all’Olmaia, la Dave brassata a Birra del Borgo e la Devochka, che Schigi di Extraomnes sta ri-brassando in questi giorni, ma si spera di poter presentare in anteprima al Villaggio anche un altro paio di novità.

La scorsa settimana, in occasione del terzo compleanno della Birroteca di Greve, ho avuto la possibilità di testare tre dei prodotti di Mirko & Co., tutti e tre attaccati alle spine del Piso e della Michela, e devo dire che le bevute hanno confermato le previsioni/inpressioni. Prodotti tutti più che a posto, ognuno dei quali ben caratterizzato, ciascuno dei tre riccamente diverso. Non sto qui a ri-tessere le lodi della Ectasy of Gold di Moreno: già ne ho parlato ripetutamente bene, visto che ho avuto la possibilità di berla più di una volta, e mi sembrerebbe stucchevole dilungarmi. Aggiungo a quanto detto in precedenza che ad ogni cotta sembra migliorare, affinando sempre di più il fragoroso carattere luppolato, agrumato e allo stesso tempo erbaceo: una golden ale che si potrebbe benissimo confondere con una IPA (o una APA leggera), una birra davvero notevole, beverina, dissetante, “gustosa”. Dopo la birra di Moreno, la Ezekiel, che i Buskers sono andati a produrre a fine marzo negli impianti del Birrificio Menaresta: un’ APA da 5,9% abv “dedicata” a Quentin Tarantino (il nome della birra fa infatti riferimento al passo biblico “di fantasia” Ezechiele 25:17 che Jules Winnfield recita per tre volte in Pulp Fiction, il film più famoso di Quentin). 3 luppoli, 3 dry hopping. Profumo d’agrumi ed amaro non invadente, da bere in quantità: questa la descrizione ufficiale di questa splendida, beverinisima, saettante apa (ma anche ipa …), che fa della luppolatura marcatamente aggressiva il proprio marchio di fabbrica. Il corpo rotondo e splendidamente acquoso  non frappone ostacoli gustativi, la birra scivola giù che è un piacere, dopo aver deliziato anche le papille olfattive con uno splendido bouquet deliziosamente agrumato. Ricorda un po’ le “birre della sete” di schigiana memoria, una categoria di birre leggere, dissetanti, estrosamente luppolate che di questi tempi (e di questi caldi) vanno alla grande! Ottima, davvero. Più ponderata (e ponderosa) la Dave, la seconda birra del progetto Buskers (la prima è stata la Ectasy), brassata per la prima volta il 5/09/2011 a Borgorose. Una belgian ale da 6,4% abv, ricca di sensazioni floreali e fruttate, soprattutto al naso, che avverte in sequenza ananas, albicocca, fiori bianchi, una leggera nota agrumata, lievito, vaniglia, burro. In bocca è rotonda, e la pur ricca batteria di luppoli usati non ce la fa a “vincere” nei confronti del cesto di frutta che ancor più riccamente si ripropone al palato. La frizzantezza è moderata, il colore è un bell’arancio scintillante, la schiuma è bianca e cremosa. Mi aspettavo un finale un po’ più asciutto, o meglio, ci speravo, perchè la corsa di questa birra è davvero molto spostata sulla deriva abboccata; il luppolo c’è, equilibra, ma solo relativamente, e si nasconde un po’ fra le righe fruttate di questa birra, davvero belga nella sua impostazione.

E dato che c’ero, ho fatto la festa anche alla bottiglia di Paranoid che mi ero portato a casa dall’Indipubs del Bigallo. E’ la birra che i Buskers hanno prodotto con Beppe Vento del Bi Du, un omaggio ai Black Sabbath (Paranoid è il nome del loro secondo album). Nata, sulla carta, come una Black IPA, si è poi evoluta in una Dark Ale da 6,5% abv con luppoli europei; i malti usati sono Pils, Chocolate e Carafa, i luppoli sono East Kent Golding e Fuggles. Una birra particolare, nella quale viene fuori (tanto) il tostato (cioccolato in polvere, caffè, un leggero legnoso affumicato, nocciola e frutta secca) e che finisce decisamente amareggiante, con i luppoli europei che la prosciugano in maniera classicamente elegante. Il colore non le rende giustizia (un marrone un po’ fangoso), la schiuma svanisce rapidamente, la carbonazione è’ relativamente scarna; il finale è ben costruito, fatto per durare a lungo. Riscalda molto più dei suoi 6,5°. Non mi sembra davvero una black ipa; è europea nell’ impostazione e nelle rifiniture, molto più vicina alle (belgian) dark ale che alle black bombs luppolate made in USA. Particolarmente buona

 

3 Responses to “Preview del Villaggio: Buskers Beer”

  1. Buskers

    Grazie mille dell’entusiasmo…mi fa sempre piacere. Precisazione piccolissima: ad Agosto Buskers Beer compie 1 anno! E la prima uscita ufficiale fu proprio al Villaggio della Birra 2011.
    Quest’anno porteremo un paio di anteprime 😛 e tanta tanta roba. Grazie ancora Mirko Buskers.

  2. Michela

    Un solo rammarico: IL FUSTO da 16 litri è IMMORALE!!!!

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