Tre birre dell’estate (italiana)

Tre birre dell’estate, tre birre per l’estate, tutte e tre made in Italy. Bevute nel passato torrido agosto, ciascuna a modo proprio si è rivelata non solo brassata con i fiocchi e i controfiocchi, ma anche particolarmente “adeguata” al periodo e perfettamente adatta alla funzione di assecondare la sete per porre fine all’arsura. Tre birre di tre birrifici diversi, ciascuno portatore sano della attuale italica voglia di sperimentare variazioni sul tema della classicità e/o anche della innovazione più recente, incarnata al meglio nella filosofia produttiva dei tre birrifici “chiamati in causa” in questo post, e cioè  Extraomnes, Carrobiolo e Birra del Borgo.

La prima è la Stelle & Strisce, una delle quattro birre stagionali (le altre tre sono Genziana, Catagnale e 25dodici) che Birra del Borgo propone a rotazione per ciascuna delle quattro stagioni (ammesso che esistano ancora, le stagioni …). Una golden ale, questa la dichiarazione d’intenti,  “adattata” all’estate da Brooks Carretta, ex-birraio di Birra del Borgo e adesso “addetto al controllo” della sala macchine della Birreria  della sede romana di Eataly (dopo aver avviato e consolidato tutto l’apparato produttivo della Birreria  di Eataly a New York). E’ lui l’artefice della ricetta di questa birra, una golden ale di stampo americano, si può dire, nella quale i sei luppoli americani da lui impiegati tutti a fine bollitura hanno conferito a questa birra, a suo dire,una sfumatura luppolata abbastanza stravagante, simile a quella della ReAle Extra, nella quale la caratterizzazione amaricante è breve e intensa e non “allungata” nel tempo. E’ una birra di carattere questa Stelle & Strisce, leggera di alcol (3,5% abv) e ricca di freschezza, in gran parte dovuta alla tecnica produttiva, grazie alla quale l’esplosione di sapori e pofumi erbacei ed agrumati le regala una inconfondibile caratterizzazione. Più americaneggiante che europea, senza però alcuna intenzione di strafare o moltiplicare sapori e aromi senza riguardo: equilibrata, con un leggero attacco biscottato e una corsa lunga e affusolata di amarezza, con tanta frutta (ananas, mandarino, pompelmo), un po’ di erbaceo e un tocco di resinoso, tutti insieme, tutti in sequenza,  per un risultato finale “ordinatamente” ricco. La chiusura è l’immagine e l’incarnazione della pulizia e della secchezza, perfetta per chiamare e assecondare ogni nuovo sorso. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 3,5% vol.; ©Alberto Laschi

Anche in questo caso: “sembra ieri” …. che Extraomnes ha cominciato a scaldare i motori (produttivi) e siamo arrivati, tutti d’un botto, alla centesima cotta del birrificio di Marnate. Debitamente celebrata con una birra ad hoc, l’ennesima godibilissima incarnazione del belgian style di birrificare alla quale ci ha fin troppo bene abituati Schigi e tutta la “sua” banda. Applico, per questa birra, la stessa strategia che adopero per le birre di Nicola Perra, le cui note degustative sono perfettamente descritte da Kuaska e non aggiungo una virgola a quanto scritto dallo stesso Schigi (presumo) sul sito di Extraomnes a riguardo della Hond.Erd:

color giallo paglierino chiarissimo, brillante e con una schiuma abbondante e screziata. Profumi che rimandano ai due luppoli nobili usati anche in dry hopping: l’arancia dolce per il Cascade e il floreale bianco con un tocco di vegetale piccante del Saaz. In bocca è molto asciutta grazie allo stakovismo del lievito Saison. Ritorna in via retrolfattiva l’apporto dato dai luppoli con un finale di erbe amare che vorrebbe ricordare le Saison bevute nell’Hainaut ai primi del ’900. 

Nulla da aggiungere, davvero: descrizione perfetta per questa  saison “racchiusa” nel corpo di una blond. Una belgitudine che si rinnova anche in questa birra, quella belgitudine schigiana che affonda le sue radici nel rispetto assai sentito per una tradizione birraria ricca di secoli, veicolata da una cura estrema per il dettaglio, arricchita e implementata dalla giusta dose di innovazione. Sarà pure vero che le birre di Extraomnes sono birre che piacciono prima di tutto a Schigi, Andrea, Alessandro e Annalisa (i tre della torrefazione El Mundo): ma mi garbano tanto anche a me. Tutte, Hond.erd inclusa. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 4,23% vol.; ©Alberto Laschi

E infine la birra estiva del Carrobiolo, la O.G. 1045, una bionda in stile kolsch , 5% abv e 30 IBU. Una birra dall’impalcatura tedesca e dal carattere esotico, ereditato dalla monoluppolatura neozelandese, con il nelson sauvin immesso in quattro diverse fasi della produzione. “Fresca”: questo l’aggettivo che meglio la identifica e la descrive, di una freschezza quasi esaustiva, ad un passo dall’essere “definitiva”. Equilibrato il rimpallo fra le note maltato/biscottate dell’approcio olfattivo e gustivo e quelle luppolate, che regalano, al naso e in bocca, tutte le splendide varianti che il nelson sauvin è capace di offrire. Agrume, buccia d’arancia, frutta tropicale ed esotica, e anche una leggera percezione di uva; questo il pacchetto-regalo completo, che ben si coniuga con un corpo leggero e classicamente asciutto, ed una carbonazione al limite del percettibile. Liquida, dall’approcio pulito ed elegante, la O.G. 1045 regala un finale moderatamente amaro, dove ritornano con una relativa maggior frequenza note di cereale fresco e croccante, che rendono ancor più piacevole il ricordo di questa ottima birra. Bevuta in bottiglia da 0,50 cl.; alc. 5% vol.;  ©Alberto Laschi

 

3 Responses to “Tre birre dell’estate (italiana)”

  1. Alberto Laschi

    dovere … a parte gli scherzi, una gran birra, la Hond.erd, Una birra “tutta sua”. Ho appena bevuto la collaboration-saison: un’altra bella storia …

  2. Altre tre birre per (del)l’estate | inbirrerya

    […] Tre le avevo già incluse in questa mia personalissima classifica, redatta a tempo ormai “scaduto”, delle birre bevute nell’estate e da ricordare, per ri-bere nella prossima estate. Altre tre ce le inserisco oggi; sei birre da non … dimenticare per l’anno prossimo […]

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