Sly Fox Brewing Co.

Una e trina: si potrebbe definire così la Sly Fox Brewing Co. di Phoenixville, in Pennsylvania, che in tre progressivi steps (1995 – 2004 – 2012) ha ampliato la propria capacità produttiva, affiancando nel novembre del 2004 all’originario stabilimento produttivo di Phoenixville un secondo stabilimento a Royersford (sempre in Pennsylvania), a 5 miglia dalla location originaria e aprendo, in quest’anno, una terza unità produttiva a Pottstown (22 miglia da Phoenixville), con una capacità produttiva di 50 hl. di birra al logo Sly_fox_brewery_logo giorno. Tutto questo con il Brewhouse Phoenixville & Eatery di famiglia collocato ancora a Phoenixville e la Sly Fox Brewery & Tastin’ Room annessa al nuovo birrificio di Pottstown. Progetto a tutto tondo, quindi, quello che la famiglia Giannopoulos si è cucito addosso a partire da quando, nel 1995, in una riunione di famiglia, nella quale battezzarno Sly Fox la propria scommessa imprenditoriale, alla quale diedero il nome e l’immagine della Volpe, “in onore” alla tradizione locale della caccia alla volpe, molto radicata nella Chester County. John e Peter Giannopoulos sono i soci proprietari di Sly Fox Brian O’Reilly è il mastro birraio, arrivato nel 2002 e da allora al centro di tutto il progetto produttivo, che vede premiata la linea delle birre in lattina, nella quale la Sly Fox è riuscita a ritagliarsi una bella fetta del mercato locale e un generale apprezzamento in giro per gli States. Tante (più di 100),come nella migliore delle tradizioni made in USA, le birre fino ad oggi prodotte da Sly Fox, “giustificate” nel numero, dalal quasi ventennale attività produttiva della brewery della Pennsylvania; una dozzina quelle prodotte regolarmente, cinque in bottiglia da 0,75, il resto in lattina da 0,33, con una impressionante rotazione di birre alle spine dei due locali gestiti dalla stessa brewery. Degna di nota la “preveggenza” produttiva di Sly Fox che, prima di molti altri, iniziò nel 2004 l’avventura produttiva denominata IPA Project: per tre anni, fino al 2007, sono state prodotte tutta una serie di indian pale ale monoluppolate (8 nel 2004, 9 nel 2005, 10 nel 2006, 11 nel 2007), per offrire a tutti i consumatori una sorta di “scuola guida luppolata” che in molti, negli anni successivi, hanno deciso di riproporre.

Due le loro birre che ho avuto modo di assaggiare:  la Sly Fox Phoenix Pale Ale e la Sly Fox 113 Ipa, un‘apa da 5,1% abv la prima con 40 IBU, un‘ipa da 7% abv e 113 di IBU la seconda. Parola d’ordine per entrambe? Beverinità. Vannno giù che è un piacere, “facili”, con poche complicazioni, con la dichiarata volontà di soddisfare la sete senza strafare. Rotonda e mediamente sly fox cansamaricante l’apa, luppolata con Centennial e Cascade, che regalano leggerezza amaricante, una nota di pompelmo precisa precisa e un profilo relativameente esoticheggiante. Meno amaricante di quanto dichiarato (113 IBU sono pur sempre 113 IBU) l’ipa, nella quale il northern brewer di origine teutonica si accompagna ai “soliti” centennial e cascade, con un risultato finale più simile ad una apa che ad una ipa. Entrambe ricche di schiuma esuberante e cremosa, entrambe tranquillamente delicate, entrambe equilibratamente frizzanti, entrambe fresche nella bevuta e decisamente prosciugate nel finale. La stessa, riconoscibile mano produttiva con due esiti finali solo “leggermente” diversi, con due birre contigue per consistenza, “ruffianaggine” e apprezzabilità. Mi sono piaciute, davvero.

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