Carrobiolo, O.G. 1085 “Pedro Fontenez” 2012

Il suo nome è una crasi, la sua storia è bella ed articolata, lei è una signora birra: è la O.G. 1085 “Pedro Fontenez” 2012 del P.O.B.C. Fermentum di Monza, una belgian strong ale da 10,5% abv, una sciccheria, nata per celebrare il IV compleanno del birrificio lombardo. Nella sostanza è la loro O.G. 1085 passata in botte, ma non in una botte qualsiasi, bensì in un tonneaux da 550 lt. arrivato in Brianza da Jerez de la Frontera, dalla Cantina Williams&Humbert, una delle produttrici di sherry più prestigiose al mondo e una delle protagoniste della creazione della Denominazione di Origine Jerez – Xérès – Brandy. Aperta nel 1877, la cantina si trova nel triangolo magico formato da Jerez de la Frontera, el Puerto di Santa María e Sanlúcar di  carrobiooloBarrameda, caratterizzato da un microclima particolare e luogo di produzione per eccellenza dello Sherry, vino liquoroso prodotto a partire da uve di tipo palomino, Pedro Ximénez  e moscatel, invecchiato secondo il metodo solera (il vino viene periodicamente travasato dalle botti poste più in alto a quelle poste al livello inferiore, fino ad arrivare a quelle che si trovano a contatto col suolo, le soleras). Nella botte arrivata dalla Spagna (con ancora dentro diversi litri di sherry per non farne asciugare le doghe) aveva “soggiornato” per più di 12 anni lo Sherry Don Zoilo (uno dei prodotti di punta della cantina) e per tre mesi Pietro Fontana ci ha fatto sostare la propria triple, riempiendola fino all’orlo per cercare di limitare al massimo il naturale processo di ossidazione. Era il Febbraio del 2012, e si era solo agli inizi, dal momento che la birra, dopo questi tre mesi passati in botte, è stata poi ritravasata in tank di acciaio, dove ha sostato per altre tre settimane, terminate le quali è stata poi messa in bottiglia (1200 da 0,375 cl). Dal Maggio del 2012 è iniziato il lungo processo di maturazione, prolungatosi per ben 9 mesi (una vera e propria gravidanza birraria, si potrebbe dire), al termine di quali ha visto la luce (commerciale) questa birra davvero splendida. Una birra morbida, fruttata, alla quale il passaggio in botte ha conferito una ulteriore finezza e nessun stravolgimento rispetto alla birra “originaria”: nessuna contaminazione batterica, tannini al limite della soglia di percezione, ossidazione quasi impercettibile. Ha personalità e spessore da vendere, elegante più che “potente”, rivela note vinose solo alla fine della bevuta, mantenendosi fino ad allora sulla soglia di un profilo decisamente fruttato (frutta gialla matura, albicocca) e delicatamente speziato (noce moscata,la spada nella botte pepe e un pizzico di vaniglia). La frizzantezza giusta (delicata e mai invasiva), il giusto equilibrio, una quasi inaspettata beverinità e il bel colore dorato ne completano l’identikit, quello di una birra che per profondità gustativa, morbidezza ed eleganza strutturale si colloca già nella parte più alta della classifica italiana delel birre appartenenti a questa particolare scelta produttiva, e che promette una ulteriore e ancor più ricca evoluzione se la si fa invecchiare ancor di più in cantina. Una birra, quindi che ha lanciato alla grande il birrificio monzese nel settore delle birre passate in botte, esperienza che Pietro Fontana ha ripetuto con la sua nuova birra, La Spada nella botte, la “nuova” pils del Carrobiolo (la cui base è la loro O.G. 1056) maturata per 14 settimane nelle barrique che Jacopo Poli (della Distilleria Artigianale Poli di Schiavon, vicino Bassano del Grappa, attiva dal 1898) adopera per l’affinamento della sua grappa Bassano 24 carati, birra corredata dalla splendida label di Roberto Nava, che cura tutte le loro etichette.
Dimenticavo, il nome della birra che è una crasi. La “storia” la racconta lo stesso Pietro Fontana: un suo caro amico, che aveva testato la birra assieme al birraio durante la sua permanenza in botte, l’ha “battezzata” così quasi per scherzo, giocando sulla storpiatura del nome Pedro Ximenez, intrecciandolo con il nome del birraio stesso. Vale però la pena di ricordare che Ximenez è già una “storpiatura” di suo, visto che questo vitigno sarebbe arrivato a Jerez nel bagaglio di un soldato di nome Pedro Siemens (o Ximenez o Pedro Pedro Ximen), in servizio nella flotta di Carlo V (1500-1558) nei Paesi Bassi spagnoli. Quindi, da Siemens si è passati a Ximenez per arrivare a Fontenez …

 

One Response to “Carrobiolo, O.G. 1085 “Pedro Fontenez” 2012”

  1. Michele

    Bellissime entrambe le etichette! La pilsener del Carrobiolo mi ha fatto venire in mente che sia la famosissima Pilsner Urquell che la P.i.L.S. di Pausa Cafè subiscono un processo di maturazione in botti di rovere. Ovviamente nel caso de La Spada nella botte, avendo la barrique ospitato in precedenza della grappa, il risultato sarà diverso e assai interessante. Resta il fatto che è un po’ strano associare la maturazione in legno ad una birra a bassa fermentazione.

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