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	<title>inbirrerya &#187; De Molen</title>
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		<title>Il &#8220;potere&#8221; dell&#8217;immagine</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prodotto, ben fatto, e la sua &#8220;confezione&#8221;, altrettanto ben fatta : binomio inscindibile se si vuol promuovere a dovere ciò che si produce. Non tutti i birrai ci credono, molti, invece, lo fanno già da tempo. La veste grafica delle proprie birre,  per chi ci crede, è molto importante, quasi quanto la birra stessa. Le strade scelte per impreziosirla o renderla inconfondibilemnte riconducibile al proprio brand  sono quasi sempre diverse: c&#8217;è chi ha il proprio disegnatore di fiducia (vedi <strong>Flying Dog</strong>, ad esempio, che <a href="http://flyingdogales.com/about-us/the-flying-dog-story/">affida ciascuna label a Ralph Steadman</a>, o i <strong>Buskers</strong> italiani che hanno fatto<a href="http://www.buskersbeer.com/etichette/"> la stessa cosa con Felideus</a>) e c&#8217; è chi ha scelto la semplicità e linerarità assoluta per le proprie labels (vedi<strong> De Molen</strong>), comunque inconfondibili, perchè tutte identiche; c&#8217;è chi si appoggia di volta in volta ad artisti diversi (vedi <strong>Mikkeller</strong>), c&#8217; è chi crede nel &#8220;potere&#8221; della sola scritta (<strong>Baladin</strong>, in Italia) tralasciando l&#8217;immagine; c&#8217;è chi ogni tanto, in una produzione &#8220;ordinaria&#8221; di labels, tira fuori una vera e propria chicca imperdibile. E si potrebbe continuare a lungo, perchè le scelte, in questo campo, l&#8217;ho già detto, sono molteplici. Ad essere sinceri, la scelta di investire molto, non solo in soldi, ma anche in qualità, nel settore &#8220;grafico&#8221; del prodotto/birra sembra essere patrimonio (anche culturale) più dei birrifici anglo-americani piuttosto che di quelli &#8220;latini&#8221; (compresi quelli di casa nostra), molti dei quali sono ancora (purtroppo) fermi ad una concezione grafica del prodotto tipica più degli homebrewers che dei veri e propri &#8220;professionisti&#8221; del settore (anche se non mancano delle felicissime eccezioni).</p>
<p>Confesso di essere da sempre attratto dalla qualità grafica dei vari prodotti, e che certe birre le ho acquistate anche solo per il gusto di &#8220;possedere&#8221;, poi, la loro etichetta, da me, a torto o ragione, giudicata assolutamente imperdibile. E che certi birrifici mi restano un po&#8217; più &#8220;apprezzabili&#8221; o &#8220;appetibili&#8221; anche per la qualità delle loro labels, la cui accuratezza e ricercatezza, è comunque (sempre per me) segno  della cura per il prodotto e di attenzione alla qualità: doti che non possono non riverberarsi sulla qualità stessa della birra (o che da essa stessa si sono originate). Mi divertirò, in questo e in altri successivi post, a scandagliare il mondo della grafica birraria, quello delle labels &#8220;monomarca&#8221; di quei birrifici che più (a mio sindacabilissimo giudizio) e meglio hanno investito in questo segmento, o quello delle labels in &#8220;0rdine sparso&#8221;, cioè mettendo insieme i migliori esempi che di volta in volta ho trovato in giro. Senza voler fare nessun tipo di classifica, se non quella, personalissima, dei miei &#8220;preferiti&#8221;.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/LOGO-3floyds-skull.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11520" title="LOGO 3floyds-skull" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/LOGO-3floyds-skull-300x261.png" alt="" width="211" height="184" /></a></p>
<p>Difficile non cominciare dal <strong>n° 1</strong>, in tutti i sensi. Miglior birrificio al mondo nel <strong>2011, 2010, 2009 </strong>e<strong> 2007</strong>, secondo classificato nel <strong>2008</strong> e nel <strong>2006</strong>, secondo le <a href="http://www.ratebeer.com/RateBeerBest/">classifiche annuali di Ratebeer  di questi ultimi sei anni</a>. Sto parlando della <a href="http://www.3floyds.com/"><strong>Three Floyds Brewing Company</strong>,</a> aperta soltanto nel <strong>1996</strong> a <em>Munster</em>, nell&#8217;<em>Indiana</em>, della quale ho solo potuto ammirare le labels, non essendo mai riuscito a bere nessuna delle loro birre. Look aggressivo, stile grafico &#8220;piratesco&#8221;, molte di esse affidate alla penna/matita di <a href="http://timseeleyart.blogspot.com/"><span style="text-decoration: underline;"><em>Tim Seeley</em></span></a>, valente <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Seeley">disegnatore di comics americano</a>; in altri progetti ci ha messo la mano (la penna) <a href="http://www.dangrzeca.com/2011/11/three-floyds-xv-poster.html"><span style="text-decoration: underline;"><em>Dan Grzeca</em></span></a>, in altre ancora <em>Chris Berg.</em> Tutte però rendono difficilmente confondibile il brand: colori spiccanti, grafica aggressiva, soggetti tosti, come toste sono molte delle loro birre. Qui di seguito alcuni esempi delle tantissime, splendide, labels di questo birrffcio:</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-amon-amarth-ragnarok.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11521" title="3 floyds amon-amarth-ragnarok" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-amon-amarth-ragnarok-300x248.jpg" alt="" width="235" height="195" /></a>              <strong><em>Three Floyd Amon Amarth &#8212; Ragnarok</em></strong> . La imperial/double porter che il birrificio americano ha brassato &#8220;in onore&#8221; dei loro amici <strong>Amon Amarth</strong>, un gruppo death metal svedese</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyd-invasion.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11527" title="3 floyd invasion" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyd-invasion-225x300.jpg" alt="" width="217" height="289" /></a><em><strong>Three Floyds/Half Acre The Invasion</strong></em>, una heller bock brassata in collaborazione con l&#8217;altro birrificio americano (di Chicago, Illinois) <strong>Half Acre.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3floyd-ZombieDustFINAL1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11529" title="3floyd ZombieDustFINAL1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3floyd-ZombieDustFINAL1-300x212.png" alt="" width="252" height="177" /></a><em><strong>Three Floyds Zombie Dust</strong></em>, l&#8217;APA brassata con luppolo Citra della Yakima Valley, 100 su 100 nelle valutazione di Ratebeer</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-arctic-panzer-wolf.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11532" title="3 floyds-arctic-panzer-wolf" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-arctic-panzer-wolf-300x213.jpg" alt="" width="257" height="182" /></a><em><strong>Three Floyds Artic Panzer Wolf,</strong></em> una imperial double IPA da 9% abv e 100 IBU, aggressiva come la label che la presenta</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-shewolf.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11533" title="3 floyds shewolf" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-shewolf-300x255.jpg" alt="" width="254" height="217" /></a>Un&#8217;altra birra brassata in collaborazione con <strong>Half Acre</strong>, la <strong><em>SheWolf,</em></strong> un&#8217;altra IPA</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-evilpower-pils.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11535" title="3 floyds evilpower-pils" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-evilpower-pils-300x214.jpg" alt="" width="258" height="185" /></a><em><strong>Three Floyds Evil Power Pils</strong></em>, una strong pale lager/imperial pils di 7,2% e 56 IBU</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-Floyds-Alpha-King-Label.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11538" title="3 Floyds-Alpha-King-Label" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-Floyds-Alpha-King-Label-300x216.jpg" alt="" width="262" height="190" /></a><em><strong>Three Floyds Alpha Ki</strong></em>ng, un altro must della loro produzione birraria: un&#8217; APA di 6,5% abv e 66 IBU brassata con luppoli Centennial, Cascade e Warrior</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-RugGoop-22-labl-1p1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11540" title="3 floyds -RugGoop-22-labl-1p" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-RugGoop-22-labl-1p1-300x213.jpg" alt="" width="258" height="183" /></a>La <em><strong>RugGoop</strong></em>, la barley wine di 9,5% abv brassata da <strong>Three Floyds</strong> assieme a <strong>Mikkeller</strong>, usando segale</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-shark-pants-3floyds.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11541" title="3 floyds shark-pants-3floyds" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-shark-pants-3floyds-300x217.jpg" alt="" width="261" height="190" /></a>Dopo <strong>Mikkeller</strong>, gli <strong>Struise</strong>: con loro <strong>Three Floyds</strong> ha brassato questa <em><strong>Shark Pants</strong></em>, una imperial/double ipa da 100 IBU e 8,7% abv.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3floydsJinxFinal.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11542" title="3floydsJinxFinal" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3floydsJinxFinal-300x214.png" alt="" width="266" height="190" /></a><em><strong>Three Floyds Jinx Proof</strong></em>, una pilsner</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyd-popskullpop.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11544" title="3 floyd popskullpop" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyd-popskullpop-300x215.jpg" alt="" width="265" height="196" /></a><em><strong>Popskull</strong></em>, una american strong ale brassata da <strong>Three Floyds</strong> in collaborazione con <strong>Dogfish Head</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-admiral.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11547" title="3 floyds admiral" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/12/3-floyds-admiral-300x225.jpg" alt="" width="266" height="206" /></a><strong><em>Three Floyds Admiral Lord Nelson</em></strong>, un altro must di questa brewery, una premium bitter/ESB caratterizzata dal dry hopping con il Fuggle</p>

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		<title>De Molen, Borefts festival e Op &amp; Top, versione &#8220;doppia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 22:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci posso andare, e lo dico con un po&#8217; di rimpianto, salutando, nel contempo, gli amici di <strong>Pinta Perfetta</strong> che invece riusciranno ad essere presenti. Sto parlando del <a href="http://www.brouwerijdemolen.nl/index.php/en/beerfestival/beerfestival.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>3° Borefts Festival</strong></span> </a>in quel di Bodegraven, la casamatta di <strong>De Molen</strong>, che, a leggere la lista dei birrifici (e relative birre) partecipanti quest&#8217;anno dovrebbe davvero fare il botto. Partito relativamente &#8220;piano nel <strong>2009</strong> (con <strong>De Molen, Närke, Revelation Cat, Mikkeller, Struise, Alvinne, Beck Bräu ed Emelisse)</strong>, &#8220;stabilizzatosi&#8221; nel <strong>2010</strong> (<strong>Mikkeller, Marble, Alvinne, Närke, Emelisse, Struise, Revelation Cat, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/09/Logo-de-molen-GENERIC1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10590" title="Logo de molen-GENERIC1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/09/Logo-de-molen-GENERIC1.jpg" alt="" width="208" height="208" /></a>Midtfyns, Haandbryggery</strong>), con l&#8217;edizione <strong>2011</strong> che sembra essere quella della definitiva consacrazione. <strong>De Molen, Mikkeller, Marble, Emelisse, Närke, Thornbridge, The Kernel, Nøgne Ø, Amager, Sint Christoffel, Struise</strong>, con Valetr Loverier che prende il posto, quest&#8217;anno, di Revelation Cat con le birre targate <strong>Loverbeer</strong> a &#8220;difendere l&#8217;onore&#8221; dei birrifici artigianali della zona Mediterranea.<strong> 12</strong> birrifici e<strong> 89</strong> birre a disposizione degli astanti, secondo quanto descritto sul sito olandese alla voce<a href="http://www.brouwerijdemolen.nl/index.php/en/beerfestival/brewers-and-beers.html"> birre e birrifici del festival.</a> Una vera e propria orgia birraria, con una serie impressionante di nomi e birre, alcune delle quali del tutto introvabili dalle nostre parti. Che poi sia tutto facilmente tracannabile non è proprio detto, vista la fama di “brassatori di pigne” che alcuni dei birrifici presenti si portano in dote. Fa estremamente piacere, almeno dal mio personale punto di vista, vedere <em>Valter Loverier</em> in questo contesto birrario d’eccellenza, con le sue birre che, ne sono convinto, stupiranno il palato di più di un consumatore nordico, sicuramente poco avvezzo a tanta ricchezza e raffinatezza produttiva. Aspetteremo il report di <em>Gabriele &amp; co</em>. per farsi un’idea (purtroppo per interposta persona) di come siano andate le cose da quelle parti.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/09/de-molen-op-top-de-molen1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10592" title="de molen op-top-de-molen" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/09/de-molen-op-top-de-molen1-223x300.jpg" alt="" width="192" height="261" /></a></p>
<p>Per “consolarmi” della mancata partecipazione, sono sceso in cantina, e mi sono concesso una degustazione “doppia” di una fra le birre più conosciute di <strong>De Molen</strong>, la<span style="text-decoration: underline;"><em> bitter ale</em></span> <strong><em>Op&amp;Top</em></strong>, una “inglesina” di <strong>4,7%</strong> vol., brassata con luppoli <em>Premiant</em> (per l’amaro) e  <em>Cascade </em>e<em> Amarillo</em> per l’aroma, con un IBU di 30. Una birra che, in piena tradizione De Molen, vanta già tre ulteriori varianti: la <strong><em>Hout &amp; Hop</em></strong>, una Op &amp; Top con aggiunta di Bretta, presentata allo Pre-ZBF di Alvinne quest&#8217;anno, la <strong><em>Op&amp;Top Amarillo</em></strong>, con il solo <em>amarillo</em> usato in dry hopping e la <strong><em>Op&amp;Top Sorachi Ace</em></strong>, usato in solitaria nel dry hopping. Parlavo di degustazione “doppia”, perché in cantina avevo una <strong><em>Op&amp;Top</em></strong> versione <strong>2010</strong> <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/09/op1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10593" title="op1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/09/op1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>(brassata il 1° luglio e imbottigliata il 29 dello stesso mese) e una serie di <strong><em>Op&amp;Top</em></strong> versione <strong>2011</strong> (brassata il 9 Aprile e imbottigliata l’11 maggio scorso). E quindi le ho bevute in parallelo, per tentare di carpirne (laddove si fossero presentate) le eventuali differenze, oltre alle somiglianze, ovviamente. Risultato finale: non sono la medesima birra. O meglio, voglio sperare che la netta differenza fra le due bottiglie sia dovuta soltanto alla differenza d’età, un anno di bottiglia per la versione 2010, solo 5 mesi per la versione 2011. Fatta e finita la prima, “agitata” e ancora grezza la seconda. Grande luppolatura nella prima, una vera bitter, con l’amarezza rotonda del <em>Premiant</em> che avvolge e conquista lingua e palato, già preparati alla bisogna da una frizzantezza davvero sostenuta, dopo che il naso ha potuto apprezzarne il bellissimo profilo agrumato e (parzialmente) caramellato. Molto più terragna  e ruvida la versione 2011, con una sensazione di affumicatura erbacea non proprio al posto giusto, ed un naso nettamente più scarico della versione 2010, agrumato anch’esso, ma apparentemente molto più sfiammato (o più giovane). Ancora grezza al palato, oltre che nel colore, una ambrato molto più confuso della 2010, con il luppolo che non avvolge ma brucia, infiammando lingua  e palato e scomparendo troppo velocemente. A differenza della versione 2010, che regala invece un finale amaro, dissetante e persistente. Entrambe presentano lo stesso difetto nello sversamento: troppa schiuma, o meglio, una schiuma troppo esuberante, che impone tempi molto più rallentati nel trasferimento del liquido dalla bottiglia al bicchiere. <strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Voto</span></strong>: 9 &#8211; per la prima, 6 ½ per la seconda (di stima), da rivedere/riassaggiare con un po’ più di tempo in bottiglia.</p>
<p>Un’ultima curiosità: la <strong><em>Op&amp;Top</em></strong> non compare nella <a href="http://www.brouwerijdemolen.nl/index.php/en/brewery/beerography.html"><em>Beerography</em> </a>sul sito di <strong>De Molen</strong>; eppure dovrebbe essere una di quelle birre che De Molen brassa “regolarmente” … i soliti birrai con <a href="http://www.cronachedibirra.it/media-libri-e-pubblicazioni/4891/sappiatelo-i-siti-dei-birrifici-italiani-fanno-schifo/">i siti non sempre aggiornati</a> …</p>

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		<title>Tre &#8220;russe&#8221; a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 05:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">Una &ldquo;escalation&rdquo; voluta, quella che ho messo in atto, complici alcune &ldquo;cavie&rdquo; gentilmente offertesi: testare (per &ldquo;vedere l&rsquo;effetto che fa&rdquo;) &nbsp;la declinazione in ascesa di un concetto, o meglio, di tre diverse incarnazioni dello stesso concetto (birrario): quello delle <u><em>Imperial Stout</em></u>. Birre sicuramente non banali, per uno stile birraio assolutamente non banale, dalla storia importante, e dal recente successo (almeno fra i &ldquo;beer raters&rdquo; &hellip;.). &nbsp;Ho</span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/A__Le_Coq_logo_svg.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-8554" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/A__Le_Coq_logo_svg-300x229.png" style="width: 131px; height: 100px;" title="A__Le_Coq_logo_svg" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;"> avuto occasione di <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=imperial+stout">ricordarlo pi&ugrave; volte</a>, di come queste birre vissero il loro periodo di massimo &nbsp;splendore nel <strong>XIX</strong> secolo, quando, spedite dall&rsquo;Inghilterra verso le steppe della Russia, incontrarono l&rsquo;entusiastico apprezzamento della corte degli zar. &nbsp;Artefice di questo commercio &nbsp;fu<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/A._Le_Coq"> <em>Albert Le Coq</em>,</a> un mercante belga, che fond&ograve; a Londra nel <strong>1807 </strong>una sua compagnia di commercio, che poi trasform&ograve; in birrificio in Estonia, a <em>Tartu</em>, nel <strong>1826</strong>, <a href="http://www.alecoq.ee/eng/">attivo ancora oggi</a>. </span></span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/samuel-smith-imperial.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8555" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/samuel-smith-imperial.jpeg" style="width: 221px; height: 144px;" title="samuel smith imperial" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">La prima delle tre &egrave; stata (noblesse oblige) la <em><strong>Samuel Smith Imperial Stout</strong></em>, fermentata ancora oggi nei tradizionali tini di ardesia (le <em>yorkshire squares</em>), che ha raccolto l&rsquo;eredit&agrave;, negli anni &rsquo;80, delle pi&ugrave; antiche &ldquo;consorelle&rdquo; inglesi di questo stile, dopo la &ldquo;dipartita&rdquo; della acclamatissima <em><strong>Courage Imperial Russian Stout</strong></em>. Una<em> Imperia</em>l un po&rsquo; meno <em>imperial</em> delle altre (&ldquo;solo&rdquo; <strong>7</strong> gradi alcolici, e una livrea molto snella), beverina, </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/samuel-smith-imperial-2.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8556" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/samuel-smith-imperial-2.jpeg" style="width: 134px; height: 183px;" title="samuel smith imperial 2" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">seppur classica, ma meno muscolosa di tanti altri esempi. Un inizio quasi in sordina, quindi, in questo multi-taste, ma non al ribasso: la <em><strong>Samuel Smith Imperial Stout</strong></em> (corredata da una delle pi&ugrave; belle labels della storia birraria) fa inequivocabilmente range. Basti solo pensare a <em>Garrett Oliver</em>, che, per sua esplicita ammissione, ha &ldquo;usato&rdquo; questa birra come &ldquo;pietra di paragone&rdquo; per la sua altrettanto eccezionale <em><strong><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/04/23/per-finire-la-settimana-due-imperial-stout/">Brooklyn Black Chocolate Stout</a>;</strong></em> lo stesso <em>Garrett</em> si &egrave; formato, birrariamente, alla scuola di <em>Mark Wytt</em>, senior brewer per molti anni alla stessa <a href="http://www.samuelsmithsbrewery.co.uk/index.html"><strong>Samuel Smith Brewery</strong>.</a> Una nerissima stout, questa inglese, con un leggero e sorprendente aroma fruttato che tiene sotto controllo tutto il caff&egrave; + cacao presente; dalla beva facile ed armoniosa, radicalmente rotonda, ha un cioccolato asciutto e un torrefatto aggraziato e mai opprimente, che le regalano lunga vita e un finale pi&ugrave; che azzeccato: perfetta.</span></span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/de-molen-rasputin.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8557" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/de-molen-rasputin.jpeg" style="width: 132px; height: 178px;" title="de molen rasputin" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">Con la <em><strong>Rasputin</strong></em> di <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=de+molen"><strong>De Molen</strong></a> (abv <strong>10,7%</strong>), siamo saliti di grado, e anche di intensit&agrave;, ma tanto, e tutto d&rsquo;un botto. Indubbiamente tutto un altro modo di brassare, altre le materie prime impiegate, anche perch&eacute; forse altro era lo scopo, nella mente di <em>Menno</em>. Colpire, pi&ugrave; che avvolgere; bruciare, pi&ugrave; che riscaldare; &nbsp;&ldquo;aggredire&rdquo; pi&ugrave; che assecondare e/o circuire. Una birra senza tanti giri di parole, dall&rsquo; anima nera come quella di colui al quale &egrave; &ldquo;intitolata&rdquo;, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grigorij_Efimovi%C4%8D_Rasputin">controverso &ldquo;monaco pazzo&rdquo;</a> che tanta influenza esercit&ograve; nei confronti della famiglia </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/de-molen-rasputin2.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8558" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/de-molen-rasputin2.jpeg" style="width: 145px; height: 186px;" title="de molen rasputin2" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">imperiale dei <em>Romanoff</em>. <a href="http://www.examiner.com/craft-beer-in-birmingham/north-coast-disputin-over-rasputin">E non &egrave; stato facile, per <em>Menno</em>, arrivare a poterle dare questo nome</a>: la <em><strong>Rasputin</strong></em> infatti in un primo momento &egrave; stata commercializzata con il &ldquo;nomignolo&rdquo; di <em><strong>Disputin</strong></em>, in quanto l&rsquo;americana <a href="http://www.northcoastbrewing.com/beers.htm"><strong>North Coast Brewing</strong></a>, che gi&agrave; brassava la <em><strong>Old Rasputin</strong></em>, non era molto d&rsquo;accordo sul nome scelto da <em>Menno</em>. Una volta risolte le cose, questa imperial stout made in Holland &ldquo;invecchiabile &ldquo;per almeno <strong>25</strong> anni, vede la luce in quel di <em>Bodegraven</em> una, massimo due volte l&rsquo;anno, portandosi dietro un IBU portentoso (per una stout) di <strong>81,7</strong>. <em>Premiant</em> e <em>Saaz</em>, usati per brassarla, attenuano solo in parte il grande carattere &ldquo;cioccolatoso&rdquo; e torrefatto di questa birra, nera come l&rsquo;inchiostro, ricca di una schiuma fine e cremosa, color cappuccino. Arrostita e &ldquo;fumosa&rdquo;, elargisce vaniglia, bourbon, cioccolato, liquirizia (e un pizzico di frutta rossa) a piene mani, fermandosi un passo prima dell&rsquo;ingolfamento olfattivo e gustativo. Spinta al massimo, ma riesce a fermarsi prima del punto di non ritorno.</span></span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/mikkeller-black-tie.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-8559" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/mikkeller-black-tie-300x132.jpg" style="width: 235px; height: 113px;" title="mikkeller black tie" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">La <em><strong>Black Tie</strong></em> di <strong>Mikkeller</strong> (la terza birra della serie) invece non ce la fa, a fermarsi prima di far danno. Dispiace dirlo (considero <em>Mikkel </em>un birraio con i controfiocchi), ma qui si &egrave; andati oltre, troppo oltre. Non tanto per gli <strong>11,5% </strong>di abv, ma perch&eacute; &egrave;&nbsp; birra fin troppo solida e vischiosa: &egrave;, duole dirlo, una di quelle paradigmatiche incarnazioni del concetto di &ldquo;asfaltatura&rdquo;, caro ai molti critici di questo modo di fare birra. E&rsquo; una <em>imperial </em></span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/1268687702.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8560" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/1268687702.jpg" style="width: 149px; height: 149px;" title="1268687702" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;"><em>stout</em> passata per <strong>4 </strong>mesi in botti di whisky, brassata (con l&rsquo;attiva complicit&agrave; degli amici di <strong>N</strong></span><strong><span style="line-height: 115%;">&oslash;</span><span style="line-height: 115%;">gne </span></strong><span style="line-height: 115%;"><strong>&Oslash;</strong>)</span><span style="line-height: 115%;"> aggiungendo miele (il <strong>3%</strong> del totale). Gi&agrave; robusta di suo, la permanenza in botte non l&rsquo;aiuta, anzi l&rsquo;appesantisce ancor di pi&ugrave;, regalandole ulteriore consistenza ed alcolicit&agrave;, senza &ldquo;ammorbidirla&rdquo;. Ha il colore dell&rsquo;olio di motore bruciato, una schiuma a bolle grosse, marroncina; birra gommosa fin dalla sversatura, quasi solida. Poi, scavando, ci trovi del buon cioccolato, del caff&egrave; marcatamente tostato, della liquirizia pervasiva, ma il tutto molto prossimo alla saturazione. Pur dividendosela, fai fatica a finirne la tua dose, tanto ti sovraccarica. Amara di un amaro bruciato, quasi affumicato, pesante nella sua corsa finale, lunga ed estenuante. </span></span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">Un peccato finire cos&igrave;; si era cominciato cos&igrave; bene &hellip;.</span></span></span></div>

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		<title>Il gruyt e due birre senza luppolo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 06:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Sembrerebbe una pratica in disuso, quella di brassare con il solo <b><i>gruyt</i></b>, senza l&rsquo;aggiunta di nessun tipo di luppolo. Di fatto non lo &egrave;. O almeno, c&rsquo;&egrave; ancora qualcuno che sistematicamente, o solo per una limitata serie di birre, ne fa ancora uso, di <b><i>gruyt</i></b>, mantenendo viva un tradizione che era la regola produttiva quasi assoluta fino alla fine del <b>XV </b>secolo. Il <b><i>gruyt</i></b> era, ed &egrave;, una miscela fatta<span style="background: none repeat scroll 0% 0% white;"> di tanti&nbsp;tipi di spezie e piante secche, il cui scopo era (ed &egrave;) quello di conferire alla birra dei gusti specifici, oltre a quello di prolungarne&nbsp;la &ldquo;vita de gustativa&rdquo;. Diverso da zona a zona, il suo mix&nbsp;dipendeva dal tipo di piante che crescevano in quella determinata regione e </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/gruyt-medieval1.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8587" height="196" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/gruyt-medieval1.jpeg" title="gruyt medieval" width="240" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% white;">dalla possibilit&agrave; di reperire certi tipi di piante e di spezie provenienti da altri paesi (o da altri continenti). Ci si </span></span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="background: none repeat scroll 0% 0% white;">faceva dei grandi affari con il <b><i>gruyt</i></b>: l&rsquo;avevano capito i nobili e i commercianti, i &ldquo;controllori&rdquo; dell&rsquo;uso di queste spezie, che nell&rsquo;alto medioevo, in Belgio (ma anche in altri paesi), proibirono ai birrai &ldquo;laici&rdquo; l&rsquo;uso del luppolo (pianta &ldquo;birrariamente&rdquo; scoperta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen"><i>Hildegard Von Bingen</i></a> nell&#39; <strong>XI</strong> secolo) nel processo di birrificazione (divieto che i monasteri non erano tenuti ad osservare), imponendo invece l&rsquo;uso del <b><i>gruyt</i></b>. Tutti i mastri birrai, allora, erano obbligati ad acquistare </span>una quantit&agrave; di <b><i>gruyt </i></b>proporzionale alla quantit&agrave; di cereali che usavano: era il famoso &ldquo;<i><u>diritto di gruyt</u></i>&rdquo;, che finiva nelle tasche dei &ldquo;soliti noti&rdquo;, gonfiandole a dismisura. <i>Jan Van Brugghe</i>, signore di <i>Gruuthse</i>, tanto per fare un nome, poteva avvalersi di ben <b>15</b> dipendenti che si occupavano solo ed esclusivamente della preparazione e vendita del <b><i>gruyt,</i></b> delle quali la famiglia <i>van Brugghe</i> deteneva il monopolio in quella regione. Questa restrizione monopolistica fu intaccata prima e sgretolata poi dall&rsquo;irresistibile ascesa dell&rsquo;uso del luppolo, che i birrifici monastici avevano cominciato ad usare fin dal <b>1300</b>; dal <b>XVI </b>secolo in poi ognuno, la birra, la poteva fare con cosa credeva meglio, luppolo o <b><i>gruyt </i></b>che fosse. L&#39;impiego delle spezie comunque non &egrave; mai sparito completamente ed ancora oggi alcuni birrai, belgi, ma anche scozzesi e scandinavi, contribuiscono a mantenere questa tradizione. Mi sono capitate &ldquo;volutamente&rdquo; fra le mani due birre che incarnano ancora questa tradizione brassicola, tutte e due molto particolari, una pi&ugrave; &ldquo;ruffiana&rdquo;, l&rsquo;altra pi&ugrave; &ldquo;difficile&rdquo;.</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-demolen+haandbry1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter<br />
 size-medium wp-image-8570" height="140" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-demolen+haandbry1-300x140.jpg" title="Logo demolen+haandbry" width="300" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">La prima &egrave; una <em>collaboration beer</em>, la <b><i>Menno &amp; Jens</i></b>, frutto della interazione (in <i>Norvegia</i>) fra <i>Jens Maudal</i> e <i>Menno Oliver</i>, birrai di <a href="http://www.inbirrerya.com/2011/01/18/haandbryggeriet-e-la-sua-norwegian-wood/"><b>Haandbryggeriet</b></a> e <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=de+molen"><b>De Molen</b></a>. &ldquo;Sfruttando&rdquo; una ricetta vecchia di secoli, hanno imbottigliato questa ottima e&nbsp;fantasiosa <i><u>traditional ale,</u></i> impiegando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Achillea_millefolium"><i>Achillea Millefolium</i></a> (usata anche nella </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/haand-menno-e-jens1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8588" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/haand-menno-e-jens1-79x300.jpg" style="width: 57px; height: 209px;" title="haand menno e jens" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">preparazione di alcuni liquori), <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Myrica_gale"><i>Myrica Gale</i></a> (utilizzata per le grappe) e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_vulgaris"><i>Artemisia vulgaris</i></a>, una pianta officinale molto diffusa, in aggiunta a frumento, segale e malto. Niente luppolo quindi, ma non un dolcione, questa birra, (<a href="http://haandbryggeriet.net/Menno_Jens.html">anche se l&rsquo;IBU non &egrave; &ldquo;quantificabile&rdquo;</a>), che si fa bere davvero con piacere. Relativamente robusta di alcool (abv <b>7,5</b>%), stabile nella schiuma (fine e croccante), di un bel colore aranciato, ha naso secco e asciutto, fragrantemente speziato e delicatamente floreale. Marcatamente frizzante, si diverte a girare e rigirare in bocca regalando a destra e sinistra note quasi &ldquo;sbarazzine&rdquo; di liquore ed erbe, con un lievito piccante e deciso che equilibra il tutto, conferendole anche una bella pulizia e una decisa caratterizzazione. Finisce pulita pulita, senza regalare chiss&agrave; che (se non un vago sentore affumicato), ma anche senza nessuna nota stonata. Assaggiata in bottiglia da 0,50; alc. 7,5% vol.; &copy; Alberto Laschi</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/gagelgageleer400.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter<br />
 size-medium wp-image-8572" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/gagelgageleer400-300x228.jpg" style="width: 230px; height: 176px;" title="gagelgageleer400" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Altra musica, invece, per la <a href="http://www.gageleer.be/site/"><b><i>Gageleer</i></b></a>, che produce <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=dirk+Naudts"><i>Dirk Naudts</i></a> della <b>De Proef</b> su &ldquo;commissione&rdquo; &nbsp;della <a href="http://www.natuurpunt.be/centra-landschap-de-liereman_12.aspx"><i>Natuurpunt De Liereman</i>,</a> una riserva naturale della zona di <i>Oud</i><i>-</i><i>Turnhout</i>. Una birra &ldquo;del territorio&rdquo;, che ha in comune con quella norvegese-olandese un ingrediente: &nbsp;la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Myrica_gale"><i>Myrica gale</i></a> (conosciuta anche come <i>Bog Myrtle</i>), il mirto di palude, pianta che cresce, in Belgio, in alcune zone delle Fiandre, e che veniva utilizzato (oltre che per &ldquo;insaporire&rdquo; la birra) anche per produrre repellenti per gli insetti. Non pastorizzata e rifermentata in bottiglia, </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/gageleer2.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8589" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/03/gageleer2.jpg" style="width: 227px; height: 155px;" title="gageleer" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">questa blonde ha un carattere meno sbarazzino dell&rsquo;altra, e una beva un po&rsquo; pi&ugrave; </span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">articolata. Anche qui niente luppolo, e tutti gli altri ingredienti sono di origine bio. Il risultato &egrave; una birra dall&rsquo;aroma quasi esotico e dal gusto molto medicinale. Pepe, frutta esotica, molto floreale (rosa), lime ed eucalipto al naso, un po&rsquo; troppo tutto insieme, con il rischio di rimanerne un po&rsquo; storditi. Poca carbonazione e molta acquosit&agrave; in una birra dall&rsquo;abv comunque non scarso (<b>7,5%),</b> con varie sensazioni boccali che si affastellano: menta dolce, lime (anche qui), pera matura, malto e miele, una speziatura un po&rsquo; pepata, un po&rsquo; di anice nel finale, e un fruttato relativamente resinoso. Un po&rsquo; troppa roba, e una sensazione di incompiutezza per questa birra che (stranamente?) &egrave; invece molto apprezzata dai fans dell&rsquo;heavy metal di quelle parti. La label stessa dell&rsquo;etichetta &egrave; stata disegnata da <i>Kris Verwimp</i>, un famoso disegnatore di copertine di album musicali dei gruppi metal locali. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,5% vol.; </span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">&copy; Alberto Laschi</span></span></p>

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		<title>Aggiornamenti eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 08:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune integrazioni relative al post nel quale parlavo di quattro eventi in calendario nei prossimi due fine settimana: con l&#8217;approssimarsi delle date, i particolari si fanno via via sempre pi&#249; definiti, ed &#232; doveroso renderne conto. &#160; Iniziamo dall&#8217;Italian Beer Festival organizzato a Milano da ADB i prossimi 4, 5 e 6 Marzo, al Palasharp: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Alcune integrazioni relative al post nel quale parlavo di <a href="http://www.inbirrerya.com/2011/02/17/quattro-eventi-da-poter-programmare/">quattro eventi in calendario</a> nei prossimi due fine settimana: con l&rsquo;approssimarsi delle date, i particolari si fanno via via sempre pi&ugrave; definiti, ed &egrave; doveroso renderne conto.</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-IBF1.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8343" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-IBF1.jpeg" style="width: 133px; height: 154px;" title="Logo IBF" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Iniziamo dall&rsquo;<u><strong>Italian Beer Festival</strong></u> organizzato a Milano da <strong>ADB</strong> i prossimi <u>4, 5 e 6 Marzo</u>, al Palasharp: alla lista dei birrifici presenti con un proprio stand (e presenza del birraio) che avevo fornito in precedenza si devono aggiungere alcuni nomi importanti, come il vicentino <strong>Birrone</strong>, l&rsquo;<strong>Extraomnes</strong> di Schigi e l&rsquo;abruzzese <strong>Opperbacco</strong>. Il birrificio <strong>Civale</strong> invece ha dato forfait (<a href="http://www.degustatoribirra.it/page.php?23">qui la lista ufficiale definitiva</a>, almeno ad oggi). Dei sei laboratori in programma, quattro sono gi&agrave; esauriti, mentre per i restanti quattro i posti sono quasi esauriti. Per chi volesse iscriversi, le modalit&agrave; le pu&ograve; trovare nella stessa pagina web indicata prima.</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/logo-pre-zythos2.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8344" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/logo-pre-zythos2.jpg" style="width: 183px; height: 139px;" title="logo pre-zythos2" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u><strong>Pre Zythos</strong></u> (o <strong>4<sup>th</sup> Alvinne Craft Beer Festival</strong>) del prossimo fine settimana. Oltre all&rsquo;elenco, gi&agrave; noto, dei birrifici presenti, &egrave; <a href="http://www.ratebeer.com/forums/acbf-beerlist-part-2_163618.htm">&ldquo;saltata fuori&rdquo; anche la lista delle birre,</a> una lista davvero &ldquo;mostruosa&rdquo;, per variet&agrave; e quantit&agrave;. Partendo da &ldquo;casa nostra&rdquo;, il <strong>Ducato</strong> porter&agrave; quasi tutta la propria pluripremiata produzione, mentre <strong>Revelation Cat</strong> , oltre ai suoi &ldquo;classici&rdquo;, far&agrave; assaggiare anche la tanto &ldquo;discussa&rdquo; <strong><em>Unicron</em></strong> e un paio di nuove birre (<em><strong>N.Z. Pils</strong></em> e <strong><em>Pineau des Cahrentes lambic</em></strong>).&nbsp;Sette di birre di <strong>Grassrooth</strong>, sei dagli <strong>Struise</strong> (compresa le nuove <strong><em>Svea</em></strong> e <em><strong>Westhoek XX</strong></em>), tanta roba di <strong>Alvinne</strong>, dieci birre della <strong>Emelisse</strong>, <strong>Thornbridge</strong> con la nuovissima pils<strong><em> Italia</em></strong> e due collaboration beer, <strong>BFM</strong> con la elogiatissima <em><strong>Abbaye de St-Bon Chien 2010</strong></em>, <strong>De Molen</strong> con la nuova e appena imbottigliata <em><strong>List&amp; Bedrog</strong></em> e la pressoch&eacute; sconosciuta <em><strong>Fone50</strong></em> (pi&ugrave; altre), <strong>Mikkeller</strong> con l&rsquo;anteprima mondiale della <em><strong>Monk&rsquo;s Elixir Sour Brett</strong></em> (pi&ugrave; altre quindici). Con una sorpresa dell&#39;ultimo minuto: la presenza di <u><em>Armand Debelder</em></u>, in veste di &quot;ospite d&#39;onore&quot;, con tre sue birre. Leggendo la lista completa, dispiace moooooolto non poterci essere.</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/logo-tasteVero1.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-8345" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/logo-tasteVero1-300x300.png" style="width: 178px; height: 178px;" title="logo-tasteVero" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u><strong>Taste</strong></u> del <strong>12-14 marzo</strong>, a Firenze. Rispetto alla lista dei birrifici presenti gi&agrave; comunicata, una new entry alquanto &ldquo;gustosa&rdquo;. Il friulano <strong>Foglie d&rsquo;Erba</strong> far&agrave; parte della squadra dei birrifici presenti, una graditissima novit&agrave;, che permetter&agrave; a molti di conoscere pi&ugrave; da vicino le loro birre, cos&igrave; tanto apprezzate a Rimini, e non solo a Rimini. E&rsquo; stata poi reso noto anche il programma ufficiale degli eventi legati alla &ldquo;sezione&ldquo; <strong><em>FuoridiTaste</em></strong>: non molte, quest&rsquo;anno, le occasioni conviviali con la birra al centro dell&rsquo;attenzione, meno di quelle dello scorso anno. Venerdi 11 marzo aprir&agrave; le danze <strong>32 via dei Birrai</strong> con una degustazione delle loro birre in una storia bottega alimentare del centro di Firenze; sempre venerdi 11 Leonardo Romanelli presenter&agrave; assieme ai produttori (<strong>Birra del Borgo</strong>) la nuova <em><strong>Equilibrista</strong></em>. Sabato 12 sar&agrave; la volta di <em>Moreno Ercolani</em> e delle sue birre dell&rsquo;<strong>Olmaia</strong>, degustate assieme al cioccolato di Vestri, e delle birre del <strong>Ducato</strong>, che accompagneranno una cena in un noto ristorante fiorentino.<a href="http://www.pittimmagine.com/it/fiere/taste/914_list_eventifiere_details/eventifiere82.php"> La lista completa di tutti gli eventi &egrave; consultabile qui</a>.</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-brewdog-large.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-8346" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-brewdog-large-255x300.png" style="width: 151px; height: 178px;" title="Logo brewdog  large" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Per finire, &egrave; doveroso segnalare quello che si presenta come un vero e proprio evento. Non &egrave; qui dalle nostre parti, ma magari c&rsquo;&egrave; qualcuno che ci legge da quelle parti, e pu&ograve; farci un salto (beato lui). Data: <strong>3 marzo</strong> p.v.; location: <em>Aberdeen</em>, il pub dei <strong>Brewdog</strong>; protagonista <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=tomme+arthur"><u><em>Tomme Arthur</em></u></a> di <strong>Port Brewing/Lost Abbey</strong>, che <a href="http://www.brewdog.com/blog-article/port-brewing-lost-abbey-night-at-brewdog-aberdeen">presenzier&agrave; ad una serata di degustazione dei suoi leggendari prodotti</a>. Dei quali <u>dieci</u> (!!) saranno disponibili alla spina e molti altri in bottiglia. Che dire &hellip; Peccato che sia lass&ugrave;, e non quaggi&ugrave;. Un altro bel colpo di quelli del <strong>Brewdo</strong>g, che, nel frattempo, hanno lanciato sul mercato la quinta birra del <a href="http://www.abstrakt.com/">progetto <em><strong>Abstrakt</strong></em></a> (la <a href="http://www.brewdog.com/blog-article/abstrakt-ab05-goes-live"><em><strong>AB:05</strong></em>, </a>una <em>Belgian Imperial Stout</em> con abv <strong>12,5%,</strong>&nbsp; affinata per quattro mesi su chips di noce di cocco, con l&#39;aggiunta di cacao), <a href="http://www.brewdog.com/blog-article/can-it-up-punk">hanno &quot;messo in lattina&quot;</a> la nuova <em><strong>Punk IPA</strong></em> (<strong>0,4%</strong> di abv in meno e <strong>20</strong> IBU in meno rispetto alla versione precedente) ed hanno inserito nel <a href="http://www.brewdog.com/shop/guest-beer">proprio negozio on-line</a> alcuni prodotti di birrifici &ldquo;amici&rdquo; (<strong>Mikkeller, The Bruery, AleSmith, 3Floyds, Stone</strong>) a prezzi interessanti. <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/15/non-stanno-un-minuto-fermi/">Non stanno mai un minuto fermi, davvero</a>.<br />
	</span></span></div>

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		<title>L&#8217; english style in Birrerya</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 06:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due birre english style, ma nessuna delle due made in UK (una americana e l&#8217;altra olandese). Una porter e una imperial stout brassate ispirandosi alla tradizionale maestria made in GB, entrambe presenti nel catalogo di Birrerya. &#160; La prima &#232; la porter di Southern Tier, una porter &#8220;buia&#8221;, dalla denominazione un po&#8217; controversa. Di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Due birre <em>english style</em>, ma nessuna delle due made in <strong>UK </strong>(una americana e l&rsquo;altra olandese). Una<u><em> porter</em></u> e una <u><em>imperial stout</em></u> brassate ispirandosi alla tradizionale maestria made in<strong> GB</strong>, entrambe presenti nel catalogo di <strong>Birrerya</strong>.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-Southern-tier.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-8126" height="71" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-Southern-tier-300x71.png" title="Logo Southern tier" width="300" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">La prima &egrave; la <i><u>porter</u></i> di <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/10/27/southern-tier-la-choklat/"><b>Southern Tier</b></a>, una porter &ldquo;buia&rdquo;, dalla denominazione un po&rsquo; controversa. Di questa birra esistono, infatti due labels: la prima, quella pi&ugrave; &ldquo;old style&rdquo;, reca la sola dicitura &ldquo;<i>dark</i>&rdquo; (manca anche l&rsquo;indicazione della gradazione alcolica), la seconda, soggetta ad un radicale restyling, riporta invece l&rsquo;aggiunta &ldquo;<em>robust</em>&rdquo; al &ldquo;<em>dark</em>&rdquo; originale. Non per voler essere pignoli all&rsquo;eccesso, ma l&rsquo;aggettivo &ldquo;<em>robust</em>&rdquo; non mi sembra molto pertinente, in questo caso specifico. Brassata con cinque diversi tipi di malti e due diversi luppoli, questa <em>porter</em> ha pur sempre &ldquo;solo&rdquo; un abv&nbsp;<strong>5,8%,</strong> tale da non giustificare pi&ugrave; di tanto, a mio parere, questa connotazione hard. Non una <em>porter</em> classicissima, questo s&igrave;, a cominciare dal colore, un marrone molto scuro e </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/southern-tier-dark-porter.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8127" height="212" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/southern-tier-dark-porter.jpeg" title="southern tier dark porter" width="238" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">tenebroso, al confine con il nero/stout. E anche il profilo generale assomiglia pi&ugrave; a quello di una <em>stout</em> (nella sua variante <em>oatmeal</em>) che a quello di una <em>porter</em>; pi&ugrave; caff&egrave; del solito, una rotondit&agrave; minore, un po&rsquo; pi&ugrave; di tostatura, e una cioccolata un po&rsquo; meno invadente (rispetto ai canoni classici di una <em>porter</em>). Un po&rsquo; di segale si avverte all&rsquo;aroma, assieme ad una leggerissima nota di scorza d&rsquo;agrumi e ad una vaniglia relativamente diffusa. Scivola via lasciandosi una scia, neanche troppo marcata, di polvere di caff&egrave; e cacao, rivelandosi, alla fine della degustazione, meno impegnativa di quanto messo in conto e pi&ugrave; beverina (e meno torrefatta) di quanto intuito. Non &egrave; una porter &ldquo;dolce&rdquo;, rotonda, ma relativamente morbida e comunque senza sequenze degustative disomogenee; buona per pulire il palato dopo un bel cheesecake. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 5,8% vol.; </span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em>&copy;Alberto Laschi</em></span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">&nbsp; </span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-De-Molen.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8129" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-De-Molen.jpeg" style="width: 153px; height: 153px;" title="Logo De Molen" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
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<div style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="color: rgb(35, 31, 32);">La <em><strong>SSS Triple Stout</strong></em> &egrave; stata brassata la prima volta a gennaio <strong>2008</strong>, in una &ldquo;session collaborativa&rdquo; fra <em>Menno Oliver </em>e lo storico inglese della birra (e <a href="http://barclayperkins.blogspot.com/">blogger</a>) <em>Ron Pattinson</em>, negli impianti di <em>Bodegraven</em>. La ricetta l&rsquo;ha &ldquo;tirata fuori&rdquo; lo stesso <em>Pattinson</em>, o meglio, l&rsquo;ha elaborata sulla base di quella di una birra simile che si produceva a Londra nel<strong> 1914</strong>, e che riscuoteva allora un grande successo. L&rsquo;intento era quello di &ldquo;riprodurre&rdquo; il pi&ugrave; fedelmente possibile il modo anglosassone di brassare le <em>stout</em> all&rsquo; inizio del secolo scorso. Progetto che si &egrave; materializzato anche in una seconda birra, brasssata dai due con modalit&agrave; simili: la <em><strong>1914 Porter</strong></em>, un vero e proprio &ldquo;saggio&rdquo; di come si facevano le porter a Londra, soprattutto da parte della <strong>Whitbread.</strong> Tornando alla<em><strong> SSS Triple Stout</strong></em>, &egrave; una <em><u>imperial stout</u></em> brassata con un solo luppolo inglese, il <em>Kent Golding,</em> usato sia </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/demolen-sss_site.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8130" height="300" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/demolen-sss_site-222x300.jpg" title="demolen-sss_site" width="222" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="color: rgb(35, 31, 32);">per l&rsquo;amaro che per l&rsquo;aroma, rustica e polverosa, robusta di alcool (<strong>9,99%</strong> abv) e risolutamente amaricante (<strong>84,5</strong> di IBU). Dovendola &ldquo;inquadrare&rdquo;, non so se definirla &ldquo;ingenuamente ruvida&rdquo; o &ldquo;strategicamente&nbsp;elementare&rdquo;. Semplice, apparentemente semplificata, &egrave; birra schietta, senza tanti aggiustamenti, basica negli elementi e nella sostanza: tanto torrefatto, attenuato in nessun modo, polverosa quanto basta, caff&egrave; spiccato e pochissima polvere di cacao, nessun morbidezza. Non &egrave; che ti respinge, ma sicuramente non ti circuisce: &egrave; cos&igrave;, prendere o lasciare. Corpo pi&ugrave; &ldquo;watery&rdquo; di quanto l&rsquo;abv considerevole potesse far pensare, schiuma pi&ugrave; che scarsa, asciuttezza e linearit&agrave; inappuntabili. Poi non &egrave; ruffiana, poi non ha la morbidezza e l&rsquo;eleganza siderale di una <a href="http://www.inbirrerya.com/2011/01/14/serpents-stout-di-the-lost-abbey-in-birrerya/"><em><strong>Serpent&#39;s Stout</strong></em></a> (tanto per fare un paragone), ma viene da lontano, e ti riconduce nelle taverne fumose di Londra di inizio secolo, da dove &egrave; partita. Un tuffo nella storia della birra. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 9,99% vol.; nel catalogo di <strong>Birrerya </strong>c&rsquo;&egrave; la &ldquo;limited edition&rdquo;, brassata appositamente per l&rsquo; <a href="http://www.scattidigusto.it/2011/01/28/birra-il-vintage-e-di-casa-allottavonano/"><strong>Ottavonano</strong></a> di <em>Atripalda</em>, con un abv civettuolamente &quot;aumentato&quot; a 10,12%; </span></span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em>&copy;Alberto Laschi</em></span></span></div>
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		<title>In Belgio, per il Pre-Zythos e lo Zythos</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 06:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Due appuntamenti &nbsp;birrari che sono diventati un rito, imperdibili entrambi. Si parla dello <b><i>Zythos </i></b>e del <b><i>Pre- Zythos</i></b>, in <em>Belgio</em>. Manca ancora un po&rsquo; di tempo (si terranno entrambi nel primo week end del prossimo <i>Marzo</i>), ma per potersi organizzare (se uno ha intenzione di andarci) pu&ograve; essere utile avere sottomano qualche notizia e qualche coordinata spazio-temporale in pi&ugrave;. </span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/01/logo-.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-7827" height="227" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/01/logo--300x227.jpg" title="logo-" width="300" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Innanzitutto quello che viene &ldquo;volgarmente&rdquo; conosciuto come il <b><i>Pre-Zythos</i></b>, &nbsp;e che quest&rsquo;anno ha voluto orgogliosamente ri-battezzarsi con il nome di <a href="http://alvinne.wordpress.com/acbf/"><b><i>4th Alvinne Craft Beer Festival</i></b>.</a> Lo dice il nome, ma i pi&ugrave; &ldquo;scafati&rdquo; gi&agrave; lo sanno: anima dell&rsquo;evento &egrave; la <b>Picobrouwerij Alvinne,</b> di <i>Heule</i>, che in questi anni &egrave; riuscita sempre a mettere insieme, per questo evento, una bella batteria di birrifici. E quest&rsquo;anno sembrano proprio essersi sdati, mettendo su davvero un bel parterre di birrai, due dei quali italiani. </span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<ul>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>BELGIO</u>: Si parte dai padroni di casa dell&rsquo;<b>Alvinne</b>, poi ci saranno i loro &ldquo;fratelli&rdquo; della <b>Struise,</b> </span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>OLANDA</u>: ci saranno <b>De Molen</b> e la <a href="http://www.emelisse.nl/modules/smartsection/item.php?itemid=139"><b>brouwerij Emelisse&nbsp;</b></a> </span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>GERMANIA</u>: tre protagonisti, <a href="http://www.braustelle.com/"><b>Braustelle</b></a>, <a href="http://www.bierkompass.de/"><b>Bierkompass</b></a> e <a href="http://www.beck-brauerei.de/"><b>Beck Brau</b>;</a> </span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>INGHILTERRA</u>: parteciper&agrave; <b>Thornbridge</b>, </span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>SVIZZERA</u>: </span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><b>Brasserie des Franches &ndash; Montagne (BFM),</b> della quale parler&ograve; in un prossimo post</span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>DANIMARCA</u>: <b>Mikkeller, <span _fck_bookmark="1" style="display: none;">&nbsp;</span><a href="http://noerrebrobryghus.dk/12/">N</a></b><a href="http://noerrebrobryghus.dk/12/"><strong>&oslash;</strong><span><span><b>rrebro</b></span></span></a></span></span><span _fck_bookmark="1" style="display: none;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><a href="http://noerrebrobryghus.dk/12/"> <strong>Bryghus</strong></a> e <b><a href="http://www.croocked-moon.com/index.html">Croocked Moon Brewing</a>, </b>la new wave nordica</span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>USA</u>: <a href="http://stillwaterales.blogspot.com/"><b>Stillwater Artisanal Ales</b></a> </span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>USA/DANIMARCA</u>: il birrificio <a href="http://www.ratebeer.com/brewers/grassroots-brewing/11094/"><b>Grassrooth Brewing</b></a>, una collaborazione, appunto, USA/Danimarca</span></span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u>ITALIA</u>: il pluripremiato <b>Birrificio del Ducato</b> e l&#39;innovativo <b>Revelation Cat</b>. </span></span></li>
</ul>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Non c&rsquo;&egrave; che dire: tanta roba davvero. Cambiata la location dell&rsquo;evento, che quest&rsquo;anno sar&agrave; <a href="http://www.kasteelhoeve.be/"><i><u>De Kastelhoeeve</u></i> </a>nei pressi di <i>Outrijwe,</i> una grande tenuta &nbsp;risalente al<b> XVIII</b> secolo, non lontana da <i>Bruxelles</i> (<b>75 km.)</b> e ad <b>80. Km</b> circa da <i>Sint. Niklaas</i> (sede dello <em><strong>Zythos</strong></em>). L&rsquo;organizzazione ha gi&agrave; pianificato il tutto, mettendo a </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/01/de-kasteel.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-7828" height="128" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/01/de-kasteel.jpeg" title="de kasteel" width="168" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">disposizione di chi ne avesse bisogno <a href="http://users.telenet.be/biertoeren/deacik/alvinne/html/pdf/ACBFeng.pdf">un corposo depliant</a> con tutti in dettagli dell&rsquo;evento, dal costo dei gettoni alle modalit&agrave; di partecipazione, agli orari (<u>venerdi 4 Marzo </u><strong>dalle 12 alle 23</strong>, <u>sabato 5</u> <strong>dalle 10 alle 16</strong>, per non sovrapporsi all&rsquo;apertura dello <em><strong>Zythos</strong></em>). Ci sar&agrave; un fornitissimo beershop, la possibilit&agrave; di mangiare al ristorante interno alla tenuta e di alloggiare in alberghi convenzionati. Manca solo la lista ufficiale delle birre presenti, ma mi ricordo che anche l&rsquo;anno scorso venne pubblicata solo a ridosso dell&rsquo;evento. In ogni caso, baster&agrave; tenere d&rsquo;occhio il sito ufficiale della manifestazione.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Un po&rsquo; pi&ugrave; indietro, a livello comunicativo, la macchina dello <b><i>Zythos,</i></b> <a href="http://www.zbf.be/nl/index.htm">il cui sito &egrave; &ldquo;fermo&rdquo; alla edizione del <b>2010,</b> o quasi</a>. In effetti, i meccanismi sono cos&igrave; gi&agrave; rodati, che &egrave; quasi del tutto sufficiente aggiornare solo il nome e il numero dei partecipanti da una edizione all&rsquo;altra, dal momento che tutto il &ldquo;pacchetto&rdquo; &egrave; gi&agrave; pre-confezionato alla perfezione da tempo.<a href="http://www.zbf.be/nl/nieuws/index.htm"> Le ultime news del <strong>30/12 u.s.</strong></a> riferivano di un primo elenco dei birrifici che avevano gi&agrave; confermato la propria presenza. A quella data erano <strong>56</strong> i birrifici &ldquo;arruolati&rdquo; (compresi<strong> 9</strong> </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/01/zbf-20111.gif" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-7829" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/01/zbf-20111.gif" style="width: 231px; height: 231px;" title="zbf 2011" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">birrifici <em>bierfirma</em>), con la defezione all&rsquo;ultimo minuto della <em>Het Anker</em>. Dall&rsquo;elenco spuntano i nomi di alcuni</span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"> nuovi birrifici (o nuovi per lo <em><strong>Zythos</strong></em>, almeno); <em>Donum Ignis, Dijkwaert, Wieze, Domus</em>, con <em>Cazeau</em> e <em>Smisje </em>che vi ritornano dopo un anno di assenza. Mancano ancora alcuni nomi importanti in questa prima lista, quali <em>St. Bernardus, Het Anker, Abbaye des Rocs, Cantillon, 3Fonteinen, Caracole, De La Senne, Dupont, Fantome, Kerkom, Rodenbach, Struise e Alvinne </em>(ovviamente)<em>, Urthel e Van Honsebrouck</em>, solo per citare i pi&ugrave; conosciuti. Ma mancavano anche l&rsquo;anno scorso, e non credo molto a ripensamenti dell&rsquo;ultima ora. Sono comunque <strong>56 </strong>birrifici, un panorama ceramente suggestivo della produzione birraria belga. L&rsquo;anno scorso sembrava dovesse essere l&rsquo;ultimo anno dello <em><strong>Zythos</strong></em> nella ormai classica location di fronte alla stazione ferroviaria, causa abbattimento dell&rsquo;immobile. Sul sito, alla voce &ldquo;location&rdquo;, compare uno <b><i>Stadsfeestzaal st. Niklaas</i></b>; chiederemo lumi a tal proposito, e vi terremo informati, come vi aggiorneremo quando verranno rese pubbliche le liste dei birrifici e delle birre presenti.</span></span></div>

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		<title>De Molen, Bommen &amp; Granaten in Birrerya</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno, parlando con me di questa birra assaggiata nel contesto della recente edizione di Eccellenzabirra, l&#8217;ha definita &#8220;paradossale&#8221; nel bene e nel male, un vero e proprio &#8220;mostro&#8221; produttivo. Non so se lo sa, ma ha colto perfettamente nel segno, a mio parere, definendola &#8220;mostro&#8221;: ma solo se ci si rif&#224; all&#8217;accezione latina del termine. [...]]]></description>
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<p></span></span><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
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<p></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">Qualcuno, parlando con me di questa birra assaggiata nel contesto della recente edizione di <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/12/06/3-ore/"><em>Eccellenzabirra</em></a>, l&rsquo;ha definita &ldquo;<em>paradossale</em>&rdquo; nel bene e nel male, un vero e proprio &ldquo;<em>mostro</em>&rdquo; produttivo. Non so se lo sa, ma ha colto perfettamente nel segno, a mio parere, definendola &ldquo;<em>mostro</em>&rdquo;: ma solo se ci si rif&agrave; all&rsquo;accezione latina del </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/de-molen-hand-granades.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-7096" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/de-molen-hand-granades-245x300.jpg" style="width: 171px; height: 209px;" title="de molen hand granades" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">termine. In latino, infatti il termine <u><em>monstrum</em></u> ha un connotazione totalmente diversa da quello che la lingua italiana gli attribuisce; il <u><em>monstrum </em></u>non &egrave; altro che il &ldquo;<strong>prodigioso</strong>&ldquo;, il &ldquo;<strong>portentoso</strong>&rdquo;, &nbsp;e non il brutto/orribile/terribile al quale la lingua italiana ci ha invece abituati. Questa <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/30/le-barley-wines-e-la-anchor-oldfoghorn/"><em>barley wine</em></a> (nella &ldquo;versione inglese&rdquo; dello stile) dall&#39;imponente ABV di <strong>15,2%</strong> , una vera <strong><em>Bommen &amp; Granate</em>n</strong> sia nel nome che nei fatti, ha stupito davvero i pi&ugrave;, nella sua versione <em>on draft</em>, e fa oggi la sua bellissima figura nel catalogo di<u><strong> Birrerya</strong></u>. Davvero Imprescindibile, nel suo stile, e nel contesto produttivo (sterminato, &egrave; doveroso dirlo) di <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/02/engels-de-molen-brouwerij/"><em>De Molen</em></a>, presente con <a href="http://www.birrerya.com/birrerya5/index.php?nome_birra=&amp;marca_birra=NONSOLOBELGIO-NED&amp;categoria_birra=&amp;colore_birra=&amp;tipo_birra=&amp;ordina_birra=NOME-BIRRERIA&amp;scelta=catalogo&amp;Invia.x=76&amp;Invia.y=9"><strong>tre suoi prodotti </strong></a>nel nostro beershop online. Ci&ograve; che stupisce di pi&ugrave;, in questa birra che sembra un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vino_passito"><em>passito</em></a>, &egrave; la capacit&agrave; che ha avuto il buon <em>Menno</em> di nascondere la forza alcolica in un contesto del tutto armonico, equilibrato, dove il fruttato/agrumato ne determina la caratterizzazione. Prodotta con lieviti di champagne ha un bel colore dorato/aranciato, con la schiuma, ovviamente, quasi assente. Dopo averla</span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/bommen-granaten2.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-7097" height="300" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/bommen-granaten2-225x300.jpg" title="bommen &amp; granaten2" width="225" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;"> fatta riposare un po&rsquo; nel bicchiere, la birra regala al naso un sacco di frutta, arancia, mandarino, frutta bianca delicata, e un malto raffinato e sinuoso: un bouquet veramente fatto e finito, accomodante e ruffiano quanto basta, ma soprattutto elegante e quasi altezzoso. In bocca rivela la sua potenza e la sua &ldquo;maturit&agrave;&rdquo;: niente &egrave; fuori posto, dall&rsquo;alcool che c&rsquo;&egrave; ma che riscalda senza bruciare, al fruttato di uva e mandarino che la fa accostare davvero all&rsquo; &ldquo;idea&rdquo; di passito, al lievito di champagne aristocratico e raffinato. La scarsa luppolatura in questo caso non &egrave; un difetto, ma una scelta vincente ed appagante: quel poco che c&rsquo;&egrave; la preserva preziosamente da una rischiosa extra-dolcezza. Poca carbonazione, bevuta esageratamente equilibrata, rotondit&agrave; setosa, un calore finale che ti coccola fino alla fine della bevuta, e, soprattutto, oltre, in una progressione finale enorme, completa senza essere troppo complessa. Difficile farla invecchiare in cantina (nella quale ci pu&ograve; tranquillamente stare, come dice la label, per <strong>25 </strong>anni), ma quale birra meglio di questa pu&ograve; reggere il &ldquo;peso&rdquo; degli anni? Perfetta, naturalmente, per un dopo pasto caldo ed appagante. Assaggiata on draft; alc. 15,2% vol.; </span><span><em>&copy;Alberto Laschi</em></span><em>.</em></span></span></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Anche quelli bravi sbagliano, o meglio, non &egrave; che tutte le ciambelle gli riescono comunque col buco, per fortuna; nessuno &egrave; davvero perfetto, e anche <em>Menno Oliver </em>non fa ovviamente eccezione, birrariamente </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/de-molen-Heen.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-7098" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/de-molen-Heen-209x300.jpg" style="width: 172px; height: 246px;" title="de molen Heen" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">parlando. Di <em>De Molen</em> mi &egrave; capitato di assaggiare ultimamente anche la sua <em><strong>Heen &amp; Weer</strong></em> (in iglese suonerebbe come <em>Back &amp; Forth</em>, maledetta la sua fissazione con questi doppi nomi tutti dimenticabilissimi), una <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/10/la-tavola-degli-stili-birrari/"><em>abbey tripel </em></a>con un ABV di ben <strong>9,5%</strong>. E&#39; davvero, solo, un &quot;dolcione&quot;, troppo spostata sulla connotazione fruttata, con un malto opprimente e una insufficiente luppolatura, che non riesce a portarsi via tutto ci&ograve; che &egrave; eccedente al concetto di equilibrio. Poca carbonazione, schiuma scarsa e troppo volatile, un colore dorato carico relativamente opalescente, una corsa finale troppo carica di alcool. Davvero una prova, a mio parere, insufficiente; una birra brassata inutilmente. Poi, per scrupolo, sono andato a vedere <a href="http://www.ratebeer.com/beer/de-molen-heen--weer-back--forth/84320/">cosa &quot;ne pensano&quot;</a> quelli di <em>Ratebeer</em> e, vedendo il superbo rating attribuitole, mi son detto: sovrastimata dai fans o bottiglia sfortunata? Se mi ricapita di assaggiarla, di sicuro una delle due ipotesi sparisce. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 9,5% vol.; </span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span><em>&copy;Alberto Laschi</em></span><em>.</em></span></span></p>

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		<title>Gli Struise in Birrerya</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 07:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Logo-Birrerya1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-7027" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Logo-Birrerya1-300x300.jpg" style="width: 186px; height: 186px;" title="Logo-Birrerya" /></a></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Ritorno &quot;massiccio&quot; e significativo degli <em>Struise</em> in <em><strong>Birrerya</strong></em>, con ben cinque birre, rappresentative, nel loro insieme, di un ampio spettro gustativo. Della <em><strong>St. Amatus</strong></em> <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/08/03/cosa-gli-struise-intendono-per-fare-la-birra-e-il-pre-zythos-2011/">avevo gi&agrave; parlato non molto tempo fa</a>, descrivendola come una <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/10/la-tavola-degli-stili-birrari/"><em>abt/quadrupel</em></a> che regala molte soddisfazioni. In attesa di parlare della <em><strong>Tsjeeses</strong></em> versione <strong>2010</strong> (della <strong>2009</strong> la <a href="http://inbirrerya.blogspot.com/2008/11/tsjeeses.html">scheda &egrave; qui</a>) e della <em><strong>Black Albert Batch 0</strong></em>, le prime due schede riguardano la <em><strong>Ignis &amp; Flamma </strong></em>e la <em><strong>Mocha Bomb</strong></em> <em><strong>(Black Damnation II)</strong></em>, con una &quot;sorpresa&quot;&nbsp; finale.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/struise-ignis-e-flamma1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-7029" height="162" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/struise-ignis-e-flamma1-300x162.jpg" title="struise ignis e flamma1" width="300" /></a></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Una delle pi&ugrave; brutte etichette che mi ricordi, dietro alla quale, per fortuna, ci sta una birra spettacolare. Non &egrave; che mi facciano impazzire le scelte grafiche che gli <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=struise"><em>Struise</em> </a>riservano per le propie labels (si salvano in parte&nbsp; solo la <em><strong>Tsjeeses</strong></em> e la <em><strong>St. Amatus</strong></em>), ma quella della<em><strong> Ignis &amp; Flamma</strong></em> &egrave; proprio terribile, psichedelica quanto basta per capirci il giusto. Ma tant&#39;&egrave;, &egrave; roba loro, se la giostrano come meglio credono. L&#39;importante &egrave; il contenuto </span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">della bottiglia, lo si sa. Che &egrave; la &quot;rivisitazione&quot; belga della olandese <em><strong>Vuur &amp; Vlaam</strong></em>, una delle migliori <em>IPA </em>di <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/02/engels-de-molen-brouwerij/"><em>De Molen</em></a>; &egrave; stato lo stesso <em>Menno</em> a chiedere a <em>Urbain &amp; Co</em>. questa prova birraria, presentata alla seconda edizione del <a href="http://www.brouwerijdemolen.nl/index.php/nl/bierfestival/verslag-bbf-2010.html"><em>Borefts Beer Festival </em></a>a <em>Bodegraven</em> dello scorso <strong>24 </strong>e <strong>25</strong> settembre. La festa dei l</span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/struise-ignis-e-flamma2.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium<br />
wp-image-7028" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/struise-ignis-e-flamma2-225x300.jpg" style="width: 147px; height: 195px;" title="struise ignis e flamma2" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">uppoli, il paradiso per l&#39;olfatto, la soddisfazione perfetta del palato; questa la birra, in estrema sintesi. <em>Galena</em> per l&#39;amaro, <em>Chinook, Cascade, Simcoe e Amarillo</em> per l&#39;aroma, dry hopping per due settimane ancora con <em>Amarillo</em>; <strong>62</strong> di IBU, <strong>7% </strong>di ABV, <strong>1066 </strong>di OG. Potrebbe bastare solo questo per capire a cosa ci si accosta: luppoli aromatici, fra il fruttato agrumato e il resinoso delicato, eleganti, avvolgenti, mai prevericanti l&#39;uno sull&#39;altro, sempre in equilibrio e in sequenza. Palato sontuoso, non lastricato di amarezza, con la parte fruttata (esotica ed agrumata) che non lascia spazio a molto altro, del quale, per altro, non se ne sente il bisogno. E&#39; una <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/10/la-tavola-degli-stili-birrari/"><em>IPA,</em></a> classica nella sua freschezza, eleganza ed innovazione, gi&agrave; attraente per il suo colore oro antico, relativamente opalescente, e per l&#39;enorme cappello di schiuma che galleggia a lungo nel bicchiere. Che dire di pi&ugrave;: niente, c&#39;&egrave; solo da berla (e riberla, possibilmente).</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Mikkeller-Mocha-Bomb.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-7052" height="156" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Mikkeller-Mocha-Bomb-300x156.jpg" title="Mikkeller Mocha Bomb" width="300" /></a></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Molto pi&ugrave; hard (o rock, non saprei dire) l&#39;etichetta della <em><strong>Mocha Bomb</strong></em>, la&nbsp; seconda birra della serie delle <strong>Black Damnation </strong>(adesso arrivata alla settima prova produttiva, la <em><strong>Single Black</strong></em>).&nbsp; E&#39; una serie, quella della<strong> Black Damnation</strong>, partorita dalla mente un po&#39; &quot;estremizzata&quot; di <em>Urbain,</em> che dovrebbe prevedere una dozzina di birre, tutte &quot;generate&quot; , nell&#39;arco di due anni, dall&#39;uso della <a href="http://inbirrerya.blogspot.com/2007/11/black-albert.html"><em><strong>Black Albert,</strong></em></a> che, in questo lasso di tempo dovrebbe dare il meglio di s&egrave;, attraverso l&#39;evoluzione del gusto e dell&#39;aroma. La <em><strong>Mocha Bomb</strong></em> &egrave; un blend alquanto complesso: <strong>50% </strong>di <em><strong>Black Albert</strong></em> maturata in botte con grani di caff&egrave; colombiano, <strong>25% </strong>di <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/04/15/due-birre-agli-opposti-ma-simili/"><em><strong>Hel &amp; Verdoemenis </strong></em></a>, la fantasmagorica stout di <em>De Molen</em>, affinata pe<strong>r 6 </strong>mesi nelle botti di <em>Jack Daniels</em> e il <strong>25%</strong> di </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/struise-mocha-bomb.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-7030" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/struise-mocha-bomb-225x300.jpg" style="width: 176px; height: 232px;" title="struise mocha bomb" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em><strong>Cuv&egrave;e Delphine</strong></em>, la <em><strong>Black Albert </strong></em>invecchiata in botti di <em>Four Roses Bourbon</em> (per parlare delle birre degli <em>Struise,</em> a volte, ci vuole davvero la mappa, per ricostruirne i vari passaggi). Lo so, il pericolo era quello dell&#39;asfaltatura. <strong>13% </strong>di ABV, nera come la notte, l&#39;unione di due birre gi&agrave; di per s&egrave; corpose e robuste, in pi&ugrave; l&#39;invecchiamento in botte, e l&#39;aggiunta di caff&egrave; in grani. Ma non l&#39;asfalta, la <em><strong>Mocha Bomb</strong></em>, il palato, anche se per davvero &egrave; una bomba alla caffeina! A partire dalla schiuma, color pi&ugrave; caff&egrave; che cappuccino, solida e cremosa, con la polvere di caff&egrave; che sembra esservisi racchiusa e concentrata.&nbsp; Il corpo &egrave; rotondo, meno consistente del temuto, e conserva una bevibilit&agrave; pi&ugrave; che accettabile. La caratterizzazione la d&agrave;, anche qui, il caff&egrave;, ma abbinato ad una alcolicit&agrave; liquorosa dovuta all&#39;imbarricamento che ne stempera gli effetti astringenti e ne amplifica la capacit&agrave; &quot;riscaldante&quot;. Finisce lunghissima, con un buon amaricante prima luppolato e poi da torrefatto che la fa ricordare proprio perch&egrave; non sopraffa. Da bere con tempi dilatati, senza fretta, e con applicazione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">La &quot;sorpresina&quot; finale? Dato che sono a parlare degli <em>Struise</em>, due parole due anche sulla <em><strong>Struise Popaholic,</strong></em> una birra quasi &quot;misteriosa&quot;, apparsa in pochissimi fusti (<strong>3 o 4 </strong>in tutto, sembra, uno dei quali al <em>RBESG 2010</em> di <em>Roma</em> e allo scorso <em>Oktobeurfest</em>) e che ho avuto l&#39;occasione di assaggiare. Non &egrave; sul catalogo di <em><strong>Birrerya</strong></em>, </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/logo-struiselogo.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-7031" height="191" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/logo-struiselogo.jpg" title="logo struiselogo" width="135" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">ovviamente, ma &egrave; uno dei tanti esperimenti produttivi di <em>Urbain, </em>e quindi da provare, doverosamente. Di fatto un blend fra la <em><strong>Pannepot Vintage 2005</strong></em> e la <a href="http://inbirrerya.blogspot.com/2007/11/aardmonnik.html"><strong><em>Aardmonnik,</em></strong></a> una <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/10/la-tavola-degli-stili-birrari/"><em>sour ale</em> </a>scura, dall&#39; ABV che <a href="http://www.ratebeer.com/beer/struise-popaholic/124836/">neanche Ratebeer &egrave; riuscito a ricostruire</a>, complessa, non esageratamente armonica, ma ben caratterizzata da note di frutta secca, vaniglia, liquirizia e malti abbastanza tostati, con una vena finale di acidulo. Abbastanza viscosa, colpisce per la complessit&agrave;, anche se lascia un po&#39; a desiderare per equilibrio ed eleganza. Comunque una chicca, proprio perch&egrave; quasi sicuramente &egrave; birra <em>one shot</em>. Che sono riuscito a beccare.</span></span></p>

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		<title>Eccellenzabirra a Prato: la lista delle birre</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 08:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai ci siamo, mancano solo due giorni all&#39;inizio di questo che si presenta come un evento molto importante nel contesto della scena birraria italiana. Una prima edizione, che per&#242; sembra gi&#224; avere in s&#232; i &#34;cromosomi&#34; giusti per andare molto lontano. Grande l&#39;attesa in zona, moltissimi i contatti, grande sforzo pubblicitario che crediamo dar&#224; i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Ormai ci siamo, mancano solo due giorni all&#39;inizio di questo che si presenta come un evento molto importante </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Eccellenza_Birra_2010.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-6946" height="120" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Eccellenza_Birra_2010.jpeg" title="Eccellenza_Birra_2010" width="160" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">nel contesto della scena birraria italiana. Una prima edizione, che per&ograve; sembra gi&agrave; avere in s&egrave; i &quot;cromosomi&quot; giusti per andare molto lontano. Grande l&#39;attesa in zona, moltissimi i contatti, grande sforzo pubblicitario che crediamo dar&agrave; i frutti sperati. Quasi del tutto delineata la &quot;batteria&quot; delle birre presenti, mancano solo un paio di conferme, e poi siamo pronti a partire. Qui di seguito la lista di tutto ci&ograve; che &egrave; confermato, cos&igrave; come &egrave; stato comunicato dagli &quot;attori protagonisti&quot; di questa kermesse degustativa:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u><strong>Birrerya: </strong></u>alla spina avr&agrave;, per il<u><em><strong> Belgio</strong></em></u>, <strong>Bon Voeux </strong>(Brasserie Dupont), <strong>Smisje Kerst </strong>(&#39;T Smisje Brouwerij), <strong>Pere </strong></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Logo-Birrerya.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-6947" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/Logo-Birrerya-300x300.jpg" style="width: 152px; height: 152px;" title="Logo-Birrerya" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><strong>noel </strong>(De Ranke Brouwerij),<strong> St. Bernardus Xmas</strong> (St. Bernardus Brouwerij), <strong>N&#39;Ice Chouffe</strong> (Brasserie Achouffe), <strong>Santa Bee</strong> (Boelens Brouwerij), <strong>Pannepot 2008</strong> (Struise Brouwerij); in bottiglia invece <strong>Canaster</strong> (Glazen Toren Brouwerij), <strong>Stille NAcht 2010</strong> (De Dolle Brouwerij),&nbsp; <strong>Hof Kurvatunturi&nbsp;</strong> (&#39;THofbrouwerijke),&nbsp; <strong>Rulles M.V </strong>(Rulles Brouwerij), <strong>Winterkoninkse Gran Cru </strong>(Kerkom Brouwerij),&nbsp;<strong>Tsjeeses</strong> (Struise Brouwerij). In collaborazione con<u><em><strong> Impexbeer</strong></em></u> gestir&agrave; anche le seguenti spine &quot;internazionali&quot;: <strong>N&oslash;gne &Oslash; Imperial Stout</strong> (N&oslash;gne &Oslash; Bryggeriet, Norvegia), <strong>Southern Thier Choklat</strong> (Southern Tier brewery, USA),</span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/impex3d.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-full wp-image-6948" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/impex3d.png" style="width: 130px; height: 115px;" title="impex3d" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"> <strong>Uncommon Balsamic Porter </strong>(Uncommon Brewery, USA), <strong>De Molen Juleol &amp; Kerstbier </strong>e <strong>De Molen Bommen &amp; Granaten</strong> (De Molen Brouwerij, Olanda), <strong>Mikkeller Santas Little Helper 2009 </strong>e <strong>Mikkeller 1000 IBU</strong> e <strong>Mikkeller Jackie Brown</strong> (Mikkeller Brewery, Danimarca), <strong>Back to Basic Double IPA</strong> (Ramsgate/ Revelation cat, GB/ITA)</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Per il <u><strong>beershop </strong></u>che ci sar&agrave; nel contesto della manifestazione sempre <em><strong>Birrerya</strong></em> porter&agrave; BON VOEUX 75CL<span style="white-space: pre;">, </span>CANASTER 75CL<span style="white-space: pre;">, </span>GOUDEN CAROLUS XMAS 75CL<span style="white-space: pre;">, </span>N&#39;ICE CHOUFFE 75CL<span style="white-space: pre;"> , </span>PERE CANARD 33CL, PERE NOEL 75CL<span style="white-space: pre;">, </span>SANTA BEE 75CL, SANTA BEE 33CL<span style="white-space: pre;">, </span>SMISJE KERSTBIER 33CL, ST BERNARDUS XMAS 75CL<span style="white-space: pre;">, </span>ST MONON NOEL 33CL (al timo)<span style="white-space: pre;">, </span>STILLE NACHT 2010 &#8211; 33CL<span style="white-space: pre;">, </span>TSJEESES 33CL<span style="white-space: pre;"> , </span>WINTERKONINKSE 33CL<span style="white-space: pre;"> , </span>WINTERKONINKSE GRAN CRU 75CL<span style="white-space: pre;"> , </span>HOF KORVATUNTURI 2010, e alcune imperdibili prodotti di <em>De Molen, Hoppin Frog, Port Brewing, Southern Tier, The Bruery, Jolly Pumpkin,&nbsp;<span style="white-space: pre;"> Lost Abbey.</span></em></span></span></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="white-space: pre;">Per i <u><strong>birrifici italiani</strong></u>, <em><strong>Almond 22</strong></em> avr&agrave; Irie, Blanche de valerie, Farrotta, Pink IPa; </span><em><strong>Birra Amiata</strong></em> portr&agrave; San </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/eccellenzabirra2.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-6949" height="300" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/12/eccellenzabirra2-212x300.jpg" title="eccellenzabirra2" width="212" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Niccol&ograve;, Drago della Selva, Marruca; il birrificio <em><strong>Ryhton</strong></em> sar&agrave; presente con Ur, Alt e Appen; il <em><strong>Birrificio del Gran Ducato</strong></em> porter&agrave; Ambra, Bisentina, Camars, S. Stefano e Regia; il birrificio<em><strong> I Due Mastri</strong></em> porter&agrave; Ebe, Glencoe, Acheronte; l&#39;<em><strong>Olmaia</strong></em> sar&agrave; presente con La5, La9, Christmas Duck; <em><strong>Maltus faber</strong></em> portr&agrave; quasi tutta la propria gamma, e cio&egrave; Bianca 75cl, Blonde 75cl, Ambrata 75cl, Brune 75cl, Triple 75cl , Birra di Natale 75cl, Extra Brune 75cl, Imperial 33cl, Imperial Barricata 33cl; il birrificio <em><strong>Mosto Dolce </strong></em>avr&agrave; le sue Pepita, Volpe, Martellina e la Birra di Natale alla castagna; il birrificio <em><strong>Conte di Campiglia</strong></em> avr&agrave; Etrusca BIO, Romana, Crisailde, Falt-Runa, Fra Diavolo; <em><strong>Doppio Malto</strong></em> di Erba avr&agrave; Oak Pils, Mahogany e la nuova Bitter Land; <em><strong>Real Beer </strong></em>di Firenze sar&agrave; presente con le sue Notte Celtica e AB NormalAle; <em><strong>Petrognola</strong></em>, la new entry, porter&agrave; a Prato le 5 birre della nuova linea Le Magnifiche; <em><strong>Birra del Borgo</strong></em> sar&agrave; presente con alcune birre della sua ricchissima gamma.<br />
	</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Mi sembra che ce ne possa essere per tutti i gusti.<br />
	</span></span></p>

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