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	<title>inbirrerya &#187; Unionbirrai</title>
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		<title>Tre birre italiane, un po&#8217; in ritardo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 23:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo promesso, la scorsa settimana, un&#8217;infilata di post dedicati alla sola degustazione; mi è &#8220;saltato&#8221; quello di venerdi scorso, rimedio adesso con la scheda di tre ottime birre made in Italy. Se uno volesse fare una serata dedicata ai difetti birrari e/o alle birre difettate, la Terzo Miglio del Birrificio Rurale non potrebbe assolutamente trovarvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo promesso, la scorsa settimana, un&#8217;infilata di post dedicati alla sola degustazione; mi è &#8220;saltato&#8221; quello di venerdi scorso, rimedio adesso con la scheda di tre ottime birre<span style="text-decoration: underline;"><em> made in Italy</em></span>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/birra-dellanno-2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11153" title="birra dell'anno 2010" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/birra-dellanno-2010.jpg" alt="" width="127" height="136" /></a></p>
<p>Se uno volesse fare una serata dedicata ai difetti birrari e/o alle birre difettate, la <em><strong>Terzo Miglio</strong></em> del <a href="http://www.inbirrerya.com/2011/10/05/birrificio-rurale-con-la-sua-seta/"><strong>Birrificio Rurale</strong></a> non potrebbe assolutamente trovarvi posto. Assolutamente. Dirò di più: se uno le cambiasse nome e label, mettendoci sopra qualcosa di direttamente riconducibile al mondo della birra artigianale americana, &#8220;spaccherebbe&#8221; sicuramente <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/Rurale-terzo-miglio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11154" title="Rurale terzo miglio" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/Rurale-terzo-miglio-300x101.jpg" alt="" width="300" height="101" /></a>ancora di più. Una <span style="text-decoration: underline;"><em>APA</em></span> che non tutti i birrai americani riescono a brassare, prodotta con una bella varietà di luppoli made in USA, tutti agrumati e resinosi, oltre che delicatamente citrici, che non stordiscono nè stancano. Premiata, nella edizione<strong> 2010</strong> di <strong>Birra dell&#8217;Anno</strong> con la medaglia d&#8217;oro nella categoria <em>Birre ad Alta Fermentazione fra 12 e 16 plato</em>, la piacentina <em><strong>Terzo Miglio</strong></em> è un&#8217;altra ottima incarnazione del concetto di <span style="text-decoration: underline;"><em>session beer:</em></span> gradazione alcolica moderata senza essere modesta (<strong>5,8%</strong> vol.), una complessità aromatica ben costruita e non opprimente,  fila via, nella beva, che è un piacere, grazie ad una rotondità spettacolarmente beverina, delicata nella costruzione e nella frizzantezza, deliziosamente ripulente nel finale decisamente asciutto e aggraziato. Difficile chiedere di più ad una birra, che risulta essere &#8220;troppo poca&#8221; nella sua versione in bottiglia: 0,50 cl. e finirli subito. Da bere a cappellate, andando a cercare ogni volta (nella sicurezza di ri-trovarle) quelle spettacolari note di pomplmo e pino mugo che ne costituiscono il marchio di fabbrica. Assaggiata in bottiglia da 0,50 cl.; alc. 5,8% vol.; © Alberto Laschi</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/birra-dellanno-2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11155" title="birra dell'anno 2011" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/birra-dellanno-2011.jpg" alt="" width="122" height="131" /></a></p>
<p>Da un premio all&#8217;altro, rimanendo sempre nel contesto del medesimo birrificio: è la volta della <em><strong>Catigamatt</strong></em>, sempre del <strong>Birrifico Rurale,</strong> una <span style="text-decoration: underline;"><em>black ipa</em></span> (o <em>cascadian dark ale</em>) che nell&#8217;uso sopraffino dei luppoli e nella giusta calibratura dei malti ha un parallelo, in Italia, solo con le birre di Gino, il mastro birraio del friulano <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/05/le-nuove-per-me-italiane-del-salone/"><strong>Foglie d&#8217;Erba</strong></a>. Due ottimi birrifici entrambi, che guardano all&#8217;America e al suo modo di produrre artigianale senza scimmiottarli, &#8220;ingentilendo&#8221; quella mano produttiva, a volte un po&#8217; troppo calcata, con un equilibrio ed una eleganza, mi verrebbe da dire, che possono<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/castigamatt.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11156" title="castigamatt" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/castigamatt-230x300.jpg" alt="" width="163" height="213" /></a> essere &#8220;solo&#8221; made in Italy. La<em><strong> Castigamatt</strong></em> è risultata la <strong>1° classificata</strong> nella categoria <em>Birre scure, alto grado alcolico, di ispirazione angloamericana</em> nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno del premio <strong>Birra del&#8217;Anno</strong> di <em>Unionbirrai.</em> L&#8217;hanno prodotta utilizzando oculatamente una buona quantità di luppolo americano, ottimamente bilanciato/ammorbidito da un&#8217;equivalente quantità/qualità di malti, con lo &#8220;sfizio&#8221; del dry hopping regalato a questa birra da un &#8220;attrezzo&#8221; made in birrificio <strong>Rurale</strong>, l&#8217; <em>Hoptimator</em>. E&#8217; fresca, davvero fresca. E non è una di quelle <em>porter luppolate</em> nelle quali a volte capita di &#8220;imbattersi&#8221; quando si pratica questo stile birrario: il corpo è decisamente, fortunatamente watery, il luppolo è hard ma non troppo, massaggia inizialmente palato e lingua per poi alternarsi con una maltatura solo leggermente affumicata/torrefatta,  fornendo poi un deciso tappeto amaricante nel finale. Bella la schiuma, cremosa e compatta, dark il colore come prescrive lo stile, secca e beverina; un capellino di personalità in più la renderebbe perfetta. Assaggiata in bottiglia da 0,50 cl.; alc. 7,5% vol.; © Alberto Laschi</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/Logo-Almond_g.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11157" title="Logo-Almond_g" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/Logo-Almond_g-300x100.jpg" alt="" width="252" height="84" /></a></p>
<p>Una parte del nome le viene dal Brasile: da lì arriva il pepe rosa che <em>Jurij Ferri</em> dell&#8217;abruzzese <a href="http://www.birraalmond.com/"><strong>Almond 22</strong></a> impiega per brassare questa italian version di una americanissima ipa, la <em><strong>Pink IPA</strong></em>. E oltre che col pepe rosa la insaporisce con un blend luppolato molto vivace, animato dal <em>Simcoe</em>, dal <em>Nelson Sauvin</em> e dall&#8217; <em>Hallertau Saphyr</em>. Il risultato finale è una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/pink-ipa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11158" title="pink ipa" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/11/pink-ipa-300x193.jpg" alt="" width="218" height="140" /></a>birra dall&#8217;asciuttezza alquanto marcata, quasi &#8220;bruciante&#8221;, dal bel colore albicocca moderatamente velato, dalla gradazione alcolica di <strong>6,2%</strong> vol. e dalla bella schiuma, molto compatta e cremosa,  relativamente persistente. Contrariamente a quanto descritto sul sito del birrificio, l&#8217;ho trovata alquanto carbonata, con una frizzantezza un po&#8217; sopra le righe, che in parte offusca il bel lavoro dei malti e spinge un po&#8217; troppo in là la sua luppolatura già abbastanza spinta. La parte migliore di questa birra è senz&#8217;altro l&#8217;aroma, ricco, speziato e decisamente elegante, nel quale la frutta tropicale recita la parte da protagonista, e la piccantezza del pepe, unita a quella del lievito, stuzzica a dovere. In bocca scappa un po&#8217; di più che all&#8217;aroma, per riprendersi sul finale, asciutto e prolungato, realtivamente erbaceo e moderatamente &#8220;pizzichino&#8221;. Il pepe rosa, del resto, che ce l&#8217;avrebbe messo a fare, <em>Jurij</em>, se non per vivacizzarla fino alla fine? Nota di demerito per l&#8217;etichetta di questa birra, davvero molto, molto brutta. Assaggiata in bottiglia da 0,375; alc. 6,2% vol.; © Alberto Laschi</p>

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		<title>Birrificio Rurale con la sua Seta</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 22:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pavia</em> è terra di riso e terra di vino: dal <strong>2009</strong> è anche terra di birra, di buona birra. E’ la storia (a lieto fine) di cinque homebrewers (<em>Beppe Serafini, Silvio Coppelli, Lorenzo Guarino</em>, il birraio “ufficiale”, <em>Stefano Carnelli </em>e<em> Marco Caccia</em>) <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/rurale-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10738" title="rurale 1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/rurale-1-225x300.jpg" alt="" width="199" height="266" /></a>che si erano conosciuti ad un corso di cultura birraria presso il <strong>Birrificio Italiano</strong> e che dopo 10 anni di pentole e pentoloni, di ricette casalinghe limate e rivisitate, hanno deciso di fare il grande passo, mettendosi a produrre birra in maniera “seria” e continuativa. E hanno scelto (o sono stati scelti da) un luogo molto particolare per farsela, la birra: un silos (risalente al 1957) all’interno di un’azienda agricola della provincia di Pavia. Perchè la birra, loro ne sono convinti, è un prodotto della terra, e niente meglio di un contesto agricolo, o per meglio dire <strong><em>Rurale</em></strong>, può aiutare a produrla come si deve. Per questo mettono su casa all’interno dell’<strong><a href="http://www.fattoriaoasi.it/default.html">Azienda Agricola L’Oasi</a> </strong>di <em>Davide Carlini</em>, agricoltore di Certosa di Pavia, e adattano il proprio impianto di <strong>7 hl.</strong> ai locali “anomali” (per un birrificio) di un silos. Un birrificio in verticale, quindi, con il mulino per la macinazione posto al secondo piano, gli impianti di ammostamento e cottura al primo, il reparto fermentazione/imbottigliamento al piano terra. La prima cotta del birrificio data <strong>12 giugno 2009</strong>. Ci impiegano solo sei mesi, e il lavoro dei cinque viene immediatamente premiato, nell’edizione <strong>2010</strong> del <a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=153&amp;Itemid=148"><strong><em>Premio</em></strong></a><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/birradellanno2010.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10739" title="birradellanno2010" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/birradellanno2010.jpg" alt="" width="110" height="118" /></a> Birra dell’Anno Unionbirrai</em></strong>, che si svolge a Rimini: la <strong><em>Terzo Miglio</em></strong>, la loro APA, incassa il 1° posto nella categoria Birre ad Alta Fermentazione fra 12 e 16 plato. Tanta roba, per un birrificio con così poche cotte sulle spalle. Nel <strong>2011</strong> (cioè quest’anno) si ripetono: sempre Rimini e sempre <strong><em><a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=192&amp;Itemid=154">Premio Birra dell’Anno di Unionbirrai</a>,</em></strong> la <strong><em>Castigamatt</em></strong>, la loro Black Ipa (“nata” solo pochi giorni prima della kermesse riminese), riceve il premio quale miglior birra nella <strong>Categoria 8</strong>, birre scure, ad alto grado alcolico, di ispirazione angloamericana. Accanto a queste due birre, il <a href="http://www.birrificiorurale.it/"><strong>Birrificio Rurale</strong></a> <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/Logo-Rurale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10740" title="Logo Rurale" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/Logo-Rurale.jpg" alt="" width="200" height="272" /></a>produce anche una strong bitter (la <strong><em>Milady</em></strong>) di ispirazione inglese, una blanche (<strong><em>Seta</em></strong>), e una stout (<strong><em>Black out</em></strong>) di chiara ispirazione irlandese e dalla gradazione alcolica contenuta. Socio <strong>Unionbirrai</strong>, ma anche (e soprattutto?) socio <a href="http://www.brewersassociation.org/"><strong>American Brewers </strong></a>(come <strong><a href="http://www.inbirrerya.com/?s=foglie+d%27erba">Foglie d’Erba,</a> Amiata </strong>e <strong>Real Beer</strong>), il birrificio patavino sta conoscendo un bel successo di pubblico e critica, allargandosi commercialmente sempre di più. Segno di questo successo anche la nuova veste grafica del logo e delle labels, adesso molto curate e accattivanti (le prime erano davvero <em>troppo</em> stile-homebrewers).</p>
<p>Parlando (bene) di questa birra <em>Stefano Ricci</em> tira in ballo niente meno che <em>Pierre Gobron</em> (ex patron di <a href="http://www.achouffe.be/fr"><strong>Achouffe</strong></a> e attuale proprietario della <a href="http://www.inbirrerya.com/2011/05/10/un-po-di-belgio-dalle-parti-di-reggio/"><strong>Brasserie Les 3 Fourquets</strong></a>), secondo il quale <em>una blanche così non si trova neanche in Belgio</em> (cit.). La <strong><em>Seta</em></strong> è nata in casa ed è cresciuta in birrificio: punto di partenza la ricetta da homebrewers, punto d’arrivo una bella <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/03/05/birre-bianche-blanchewit-bier/"><em><span style="text-decoration: underline;">wit bier</span></em>,</a> prodotta con malto d’orzo, grano tenero non maltato (proveniente da agricoltura biologica), fiocchi d’avena, luppolo, lievito, coriandolo e buccia d’arancia dolce e amara. Appena avvicinata al naso e al primo sorso mi ha riportato alla mente le prime <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=biere+blanche"><em><strong>Hoegaarden</strong></em></a> che bevevo una quindicina di anni fa. Davvero: stessi aromi speziati, stesso sapore <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/Rurale-seta_birrificio_rurale.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10741" title="Rurale seta_birrificio_rurale" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/10/Rurale-seta_birrificio_rurale.jpg" alt="" width="182" height="199" /></a>agrumato, stessa nota di coriandolo. Un bel salto indietro nel tempo. Devo dire che però tutte queste ottime premesse si sono progressivamente, anche se solo relativamente, ridimensionate. Una birra dalla corsa molto veloce, la componente watery prende un po’ troppo il sopravvento e la fa scappare un po’ sul finale, a causa anche di una frizzantezza un po’ troppo sottotono. Bello il colore aranciato, dalla velatura relativamente accentuata; un po’ troppo esangue la schiuma, poca e molto poco presente. Molto meglio al naso che al palato, nel complesso, per una <em>blanche</em> comunque sopra la media (delle italiane), ma con ancora un po’ di strada da fare per raggiungere (e superare) alcuni mostri sacri belgi di questa categoria. Curioso di assaggiarla alla spina; secondo me cambia. Assaggiata in bottiglia da 0,50; alc. 5% vol.;   © Alberto Laschi.</p>

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		<title>Montegioco, la RurAle e la Rex Grue</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 07:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riccardo Franzosi e le sue birre li avevo gi&#224; &#8220;incontrati&#8221; al Villaggio del 2008, e poi li avevo persi di vista. Complice l&#8217;intelligente formato 0,33 di molte delle sue birre (pi&#249; a portata di portafoglio) ne sto rinnovando la conoscenza, con vero piacere. Nel parlare di birra di qualit&#224; in Italia, non si pu&#242; prescindere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em>Riccardo Franzosi</em> e le sue birre li avevo gi&agrave; &ldquo;incontrati&rdquo; al <strong>Villaggio</strong> del <strong>2008</strong>, e poi li avevo persi di vista. Complice l&rsquo;intelligente formato <strong>0,33</strong> di molte delle sue birre (pi&ugrave; a portata di portafoglio) ne sto rinnovando la conoscenza, con vero piacere. Nel parlare di birra di qualit&agrave; in Italia, non si pu&ograve; prescindere dal <a href="http://www.birrificiomontegioco.com/"><strong>Birrificio Montegioco</strong></a>: questo &egrave; sicuro. La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_Montana_Valli_Curone_Grue_e_Ossona"><em>Val Grue</em></a> &egrave; un posto &ldquo;laterale&rdquo;, antica terra di confine fra Piemonte e Liguria, fatta di morbide colline ricche di vigneti, di piccoli e antichi borghi, dall&rsquo;antica tradizione rurale e dalla chiara </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegioco-logo1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8852" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegioco-logo1-300x252.jpg" style="width: 231px; height: 194px;" title="montegioco logo" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">vocazione agricola. In questa zona, a<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montegioco"> <em>Montegioco</em>,</a> <em>Riccardo Franzosi</em> dalla primavera del <strong>2005</strong> fa birra, dell&rsquo;ottima birra, affermandosi da subito come uno dei pi&ugrave; importanti &ldquo;artigiani birrari&rdquo; italiani. Viene dal mondo dell&rsquo;homebrewer, nel quale si tuffa fin dal <strong>1999</strong>, negli spazi che riesce a ritagliarsi dall&rsquo;attivit&agrave; che svolge nell&rsquo;azienda di famiglia, operante nel settore dei materiali edili. E fin da subito sceglie di legarsi al territorio, usando, per le proprie birre, ingredienti che reperisce in loco, come il miele, le fragole, le pesche. Frequenta anche i corsi di <em>Unionbirrai,</em> in quegli anni, che lo aiutano a crescere tecnicamente, ma che non lo smuovono pi&ugrave; di tanto da una delle sue massime preferite: &nbsp;nel fare la birra, dice, &ldquo;<strong><em>bisogna ascoltare tutti, ma non stare a sentire nessuno</em></strong>&rdquo;. Tanta la fantasia produttiva, altrettanto solida la preparazione tecnica di base (Riccardo &egrave; da sempre un grande sperimentatore); alle quali aggiunge una sua ulteriore &quot;invenzione&quot;: il &ldquo;<em><strong>metodo cadrega</strong></em>&rdquo;, da lui &ldquo;brevettato&rdquo;. In che cosa consiste? Semplice: per fare la birra occorre &ldquo;<em><strong>mettersi a sedere ed aspettare</strong></em>&rdquo; con pazienza che la birra maturi, per tutto il tempo che le &egrave; necessario. Birre fatte senza fretta, quindi, birre arricchite dalla pazienza produttiva, che le rendono </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegioco.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-8854" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegioco-300x224.jpg" style="width: 231px; height: 174px;" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">facilmente riconoscibili, ma, soprattutto, <strong><em>birre</em></strong> <em><strong>du terroir</strong></em>. In molte delle sue ormai numerose produzioni (una ventina, fra stabili e stagionali) si ritrovano i segni specifici del luogo dove Riccardo vive: le <a href="http://www.vallicuronegrueossona.it/Page.asp?t=5&amp;n=5&amp;o=1252">pesche di <em>Volpedo</em></a> nella <em><strong>Quarta Runa</strong></em>, le uve del <a href="http://www.timorasso.it/">vitigno <em>Timorasso</em></a> nella <em><strong>Tibir</strong></em>, le <a href="http://www.ciliegiagarbagna.com/">ciliege <em>Bella di Garbagna</em></a> nella <em><strong>Garbagnina</strong></em>, le caldarroste nella <em><strong>Bastarn&agrave;</strong></em>, lieviti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cortese_di_Gavi">uva <em>Cortese</em></a> nella <em><strong>Mummia mossa</strong></em>, il coriandolo e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvia_sclarea">salvia sclarea</a> nella <em><strong>N&eacute; + N&eacute;</strong></em> e nella <em><strong>Rex Grue</strong></em>. Nel vecchio magazzino nel quale <em>Riccardo</em> ha allestito il proprio birrificio (un interessante esempio di archeologia industriale anni &rsquo;30), non lontano dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grue_%28torrente%29">torrente <em>Grue</em></a>, si producono ormai <strong>450 </strong>hl. di birra l&#39;anno, una parte della quale viene maturata lungamente in barrique: la <em><strong>Mummia liscia</strong></em>, una delle sue birre pi&ugrave; premiate e apprezzate in giro per il mondo, ad esempio, si passa ben <strong>18</strong> mesi in barrique da Barbera. Tanta fantasia, tanta tecnica e un packaging accattivante: le sue <strong>0,75</strong> incartate fanno tanto <em><strong>Liefmans</strong></em>.&nbsp; </span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/Montegioco-Rex-Grue.preview.gif" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8855" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/Montegioco-Rex-Grue.preview.gif" style="width: 172px; height: 173px;" title="Montegioco Rex Grue.preview" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">Fino al <strong>2008</strong> questa birra si chiamava<em><strong> Runa Forte</strong></em>; poi Riccardo le cambia il nome in <em><strong>Rex Grue</strong></em> (Rex &egrave; il cinghiale in etichetta e Grue &egrave; il torrente che scorre vicino al birrificio). E&rsquo; una <u><em>belgian ale</em></u> prodotta con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvia_sclarea"><em>salvia sclarea</em></a> del luogo, la stessa pianta che veniva un tempo adoperata nelle birre inglesi come spezia da aroma, prima che venisse adoperato il luppolo (ma la salvia non era anche l&rsquo;ingrediente &ldquo;segreto&rdquo; che i druidi aggiungevano alla </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegiocoRunaforte.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8856" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegiocoRunaforte-292x300.jpg" style="width: 151px; height: 156px;" title="montegiocoRunaforte" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">birra?). Complessivamente una birra davvero beverina, tranquilla, accattivante e &ldquo;complicata&rdquo; il giusto. Decisamente frizzante, ha schiuma fine e compatta, non molto persistente; il colore &egrave; un bell&rsquo;ambrato scintillante, limpido e vivace. Il naso &egrave; davvero variegato, acchiappa molto, ed &egrave; decisamente fresco: &nbsp;un floreale delicato e leggero , la frutta bianca, una decisa nota di caramello, una lieve speziatura, e un non so che di &ldquo;cantina&rdquo;. Il corpo &egrave; rotondo, relativamente leggero, con il malto che la caratterizza insieme alle note mediamente amarognole del luppolo che la fa da padrone nel finale. Leggera e dissetante, a cavallo fra il floreale e lo speziato, &egrave; adattissima per la stagione pi&ugrave; calda, vista la sua grande e rinfrescante bevibilit&agrave;. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 7,2% vol.; </span>&copy; Alberto Laschi</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegioco-rurale2.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8858" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/montegioco-rurale2.jpeg" style="width: 132px; height: 180px;" title="montegioco rurale2" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;">Una bella <u><em>english pale ale</em></u>, la <em><strong>RurAle</strong></em>, ma dalla caratterizzazione made in USA, vista l&rsquo;uso alquanto raffinato di </span></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/birra-rurale.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8859" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/04/birra-rurale.png" style="width: 55px; height: 156px;" title="birra rurale" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="line-height: 115%;"><em>Cascade</em>, che la d&agrave; una personalit&agrave; deliziosamente agrumata. Il colore &egrave; un bell&rsquo;ambrato carico, decisamente rossiccio e appena velato, la schiuma &egrave; color panna, vaporosa e cremosa, dalla buona persistenza. Il naso &egrave; fresco e asciutto, &nbsp;con un inizio relativamente fruttato e biscottato, &nbsp;una evoluzione frizzante di lievito e un deciso resinoso di luppolo, con una sensazione finale di pepe piccante. Al palato &egrave; fresca e asciutta, lascia una bella sensazione di pulizia sul finale, dopo aver dimostrato, al gusto, una bella variet&agrave; di sensazioni, dall&rsquo;agrumato al piccante, dal maltato all&rsquo; erbaceo, con un luppolo ben temperato. <strong>40 IBU</strong> e sentirli tutti, correttamente. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 5% vol.; </span></span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">&copy; Alberto Laschi</span></span></div>

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		<title>Rimini, in proiezione Villaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 06:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Mi ci sono messo d&#8217;impegno, nel leggere le classifiche (e i commenti &#8230;) del premio Birra dell&#8217; Anno organizzato da Unionbirrai. Mi ci sono messo d&#8217;impegno soprattutto in proiezione-Villaggio 2011, per il quale abbiamo gi&#224; iniziato a lavorare. Al di l&#224; delle &#8220;conoscenze personali&#8221; relative al panorama birrario italiano, la classifica annuale del premio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/birra-anno-20111.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-8267" height="160" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/birra-anno-20111.jpg" title="birra-anno-20111" width="150" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Mi ci sono messo d&rsquo;impegno, nel leggere <a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=192:birra-dellanno-2011-i-vincitori&amp;catid=37:news&amp;Itemid=154">le classifiche</a> (e i commenti &hellip;) del premio <em><strong>Birra dell&rsquo; Anno</strong></em> organizzato da <strong>Unionbirrai</strong>. Mi ci sono messo d&rsquo;impegno soprattutto in proiezione-<strong>Villaggio 2011</strong>, per il quale abbiamo gi&agrave; iniziato a lavorare. Al di l&agrave; delle &ldquo;conoscenze personali&rdquo; relative al panorama birrario italiano, la classifica annuale del premio <strong>Unionbirrai</strong> &egrave; da sempre un utile strumento di informazione e di verifica. E devo dire che ci&ograve; che &egrave; scaturito dai &ldquo;podi&rdquo; di ciascuna delle 20 categorie ha offerto pi&ugrave; di uno spunto di riflessione (e anche di stupore, a volte).</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Premesse necessarie:</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<ol start="1" style="margin-top: 0cm;" type="A">
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">I birrifici artigianali in Italia hanno raggiunto la stratosferica cifra di <strong>353</strong> (fonte <a href="http://www.microbirrifici.org/"><em>microbirrifici.org</em></a>)</span></span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Le birre italiane recensite ad oggi su <a href="http://www.microbirrifici.org/"><em>microbirrifici.org</em></a> sono la bellezza di <strong>1949</strong></span></span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">L&rsquo;<strong>80% (</strong>o gi&ugrave; di l&igrave;) dei birrifici italiani ha distribuzione poco pi&ugrave; che locale, e quindi &egrave; molto difficile reperire altrove i loro prodotti.</span></span></div>
</li>
</ol>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Quindi, molte delle birre premiate per me sono quasi sconosciute, come alcuni dei birrifici presenti: di loro e delle loro birre ne ho solo sentito parlare da altri, o li ho incontrati sfogliando le &ldquo;guide ufficiali&rdquo; del settore.&nbsp;E quindi mi ritengo &ldquo;autorizzato&rdquo; a sospendere il giudizio su alcuni dei prodotti giudicati vincenti, per assoluta mancanza di prove.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Premesso questo, alcune considerazioni:</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<ol start="1" style="margin-top: 0cm;" type="1">
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u><strong>I numeri:</strong></u> quest&rsquo;anno i birrifici che hanno iscritto le proprie birre sono stati <strong>82 </strong>(il 46% in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;anno scorso), per un totale di <strong>386</strong> birre in gara (+ 25%). Di questi<strong> 82</strong>, <strong>35</strong> erano presenti anche nell&rsquo;edizione <strong>2010</strong>, il resto sono stati novit&agrave; assolute o ritorni dopo un anno o pi&ugrave; di pausa. <strong>60</strong> i riconoscimenti assegnati per le <strong>20</strong> categorie birrarie, <strong>35</strong> i birrifici che hanno avuto<strong> 1</strong> o pi&ugrave;&nbsp;riconoscimenti. Dei <strong>60 </strong>premi &ldquo;solo&rdquo; <strong>20</strong> (suppergi&ugrave;) quelli che i birrifici &ldquo;storici&rdquo; hanno portato a casa. Il pi&ugrave; &ldquo;vincente&rdquo; di tutti &egrave; stato il <strong>Birrificio del Ducato</strong> (premiato per il secondo anno consecutivo come miglior birrificio artigianale), con 5 primi posti e un terzo posto; a ruota <strong>Baladin</strong> (5, con 2 primi posti).</span></span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Premesso che gli <u><strong>assenti</strong></u> hanno sempre torto, molti i nomi &ldquo;noti&rdquo; che hanno dato forfait: <em>32 via dei birrai, Montegioco, Barley, San Paolo, Pausa Caf&egrave;, Cittavecchia, Scarampola,&nbsp;Maltovivo, Svevo, Loverbeer, Extraomnes, L&#39;Olmaia, Opperbacco, Citabiunda, Sora Lama</em>, solo per citare i pi&ugrave; conosciuti. Un bell&rsquo;elenco di assenti, che ha &nbsp;pesato comunque sul risultato finale. Alcune &ldquo;falle&rdquo; in alcune categorie birrarie sono davvero saltate agli occhi di tutti.</span></span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Buono lo sforzo di <u><strong>trasparenza</strong></u> di <em><strong>Unionbirrai</strong></em>, che <a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=191&amp;Itemid=160">ha pubblicato da subito l&rsquo;elenco dei birrifici partecipanti</a>; qualcuno (me compreso) avrebbe voluto anche la lista delle birre partecipanti (anche quelle non premiate), ma mi rendo conto che &egrave; prassi, questa, non diffusa. Avrebbe aiutato gli utenti finali a farsi un&rsquo;idea pi&ugrave; completa del parterre delle birre partecipanti e di chi ha &ldquo;sconfitto&rdquo; chi. E&rsquo; comunque prassi comune a quasi tutti i concorsi, quella di rendere note solo le birre vincitrici. Ma poteva essere l&rsquo;occasione giusta per infrangerla, questa regola, proprio per dare il segnale di una nuova sensibilit&agrave;.</span></span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><u><strong>Ducato</strong></u> vincente: tanti premi, compreso quello pi&ugrave; importante, di miglior birrificio. Ultimo successo, in ordine di tempo, per il birrificio di Roncole di Busseto che ha fatto una vera e propria incetta di premi ultimamente in giro per il mondo. Premi a <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/01/29/via-emilia-birrificio-del-ducato/"><em><strong>Via Emilia</strong></em> </a>e <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/03/23/il-podio-di-taste/"><em><strong>Chimera</strong></em></a> fra le produzioni classiche, a <em><strong>Wedding</strong></em></span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/logo-Ducato.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-full wp-image-8268" height="160" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/logo-Ducato.jpeg" title="logo Ducato" width="160" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em><strong> Rauch</strong></em> (recentissima), <em><strong>L&rsquo;ultima Luna</strong></em>, <em><strong>Black Jack V.I.S.</strong></em> e <em><strong>Luna Rossa</strong></em> fra le &ldquo;produzioni a tiratura limitata&rdquo;. Qualcuno dice che alcuni di questi prodotti erano un po&rsquo; troppo a tiratura limitata, e non ha tutti i torti. Ma tanto di cappello, comunque. <strong>Baladin</strong>, oltre la imbattibile<a href="http://www.inbirrerya.com/2011/02/09/xyauyu-argento-riserva-teo-musso-2007/"><em><strong> Xyauyu</strong></em></a>, raccoglie premi anche in altre categorie, come non succedeva da tempo. Colpisce la mancanza di riconoscimenti per birrifici storici: <em>Almond, Amiata, Karma, Birrificio Italiano, L&rsquo;orso Verde, Maltus Faber, Toccalmatto, Torrechiara e White Dog</em>, pur presenti, non vincono niente. Per <em>Grado Plato</em> e <em>Birra del Borgo</em> solo un terzo posto a testa, <em>Lambrate</em> e <em>Troll </em>un secondo e un terzo posto a testa, <em>Bi-Du</em> un primo e terzo posto. Fa specie vedere una <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/06/09/altre-due-birre-del-prossimo-villaggio-forse/"><em><strong>Tipopils</strong></em></a> assente dal podio, come pure alcune birre di <em>Toccalmatto</em> e <em>Maltus Faber</em>. Segno dei tempi?</span></span></div>
</li>
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<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Grandi exploit di birrifici nuovi e/o nuovissimi: <em>Endorama, Piccolo Birrificio Clandestino, S.Andrea, San Michele</em>, hanno fatto davvero bingo.<em> <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/10/08/la-germania-per-prossimita-il-trentino-alto-adige/">Rienzbrau</a></em><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/10/08/la-germania-per-prossimita-il-trentino-alto-adige/">,</a> quando si presenta, si becca sempre i suoi due premi, segno di continuit&agrave; produttiva.<a href="http://www.inbirrerya.com/2010/11/05/le-nuove-per-me-italiane-del-salone/"> <em>Foglie d&rsquo;Erba</em></a> (l&#39;avevo gi&agrave; detto che era da tenere d&rsquo;occhio &#8230;) fa la sua bella figura. Mi sono &ldquo;divertito&rdquo; a consultare in parallelo classifiche finali e la <u><em>Guida 2011 di Slowfood </em></u>delle</span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-BIRRIFICIO-FOGLIE-DERBA-1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-full wp-image-8269" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-BIRRIFICIO-FOGLIE-DERBA-1.jpg" style="width: 138px; height: 138px;" title="Logo BIRRIFICIO-FOGLIE-DERBA-1" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"> birre d&rsquo;Italia: certi progressi appaiono quasi miracolosi. I &ldquo;nuovi&rdquo; che vincono a mani basse potrebbe essere il segno della sorprendente preparazione tecnica dei mastri birrai della nuova generazione. Poi ci vuole anche un pizzico di fortuna, come dice <em>Maurizio Maestrelli</em> (<a href="http://birragenda.blogspot.com/2011/02/birra-dellanno-2011-prime-note-sparse-e.html">utilissimo il suo report,</a> visto che faceva parte della giuria), poi ci vuole che uno sia pi&ugrave; bravo a fare le birre alla spina che quelle in bottiglia (anche fra i &ldquo;vecchi&rdquo;), poi &hellip;</span></span></div>
</li>
</ol>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Poi, il concorso, va comunque preso per quello che &egrave;: non un&rsquo;ordalia, ma quasi un gioco. Certo, con le sue regole, ma anche con la sua casualit&agrave;; forse pi&ugrave; utile a chi la fa, la birra, che a chi la beve. Comunque una vetrina e, forse, anche una cartina di tornasole; anche per questo, tanto di cappello a chi sembra di aver capito che &ldquo;merita&rdquo; presentarsi a certe occasioni con il vestito (birrario) della festa; perch&eacute; poi si pu&ograve; passare con relativa sicurezza alla cassa per monetizzare l&rsquo;investimento. Vedere tanta gente nuova sul podio stimola curiosit&agrave; ed interesse: <i>guarda quanta roba c&rsquo;&egrave; ancora da assaggiare</i>, mi viene da dire. </span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">E&rsquo; tutto ora quello che luccica? Mi fido ancora di Maestrelli, che ne ha assaggiata tanta di birra nei due giorni, e che parla di <i>uno stato di salute della birra artigianale in Italia molto buono , ma non ancora ottimo</i>: poche le birre difettate, ma <i>molte le birre un po&rsquo; anonime</i>. Questa, forse, la nuova frontiera: carattere, carattere, carattere. E stabilit&agrave;.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Per il prossimo <strong>Villaggio</strong> un paio di ideuzze mi sarebbero gi&agrave; venute &hellip;.</span></span></div>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.inbirrerya.com%2F2011%2F02%2F23%2Frimini-in-proiezione-villaggio%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=yes&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 25px"></iframe></p>
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		<title>UNITED INDIPUBS BEER FESTIVAL, il prossimo Aprile!!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 07:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si &#232; concluso ieri sera la kermesse birraria di Rimini, il &#34;vecchio&#34; Pianeta Birra, il &#34;nuovo&#34; Sapore Tasting Experience. Appuntamento importante, nel contesto del quale ha conquistato sempre pi&#249; spazio il mondo della birra artiginaale italiana: non &#232; un caso che proprio a Rimini Unionbirrai abbia deciso di organizzare il premio Birra dell&#39;anno (del quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Si &egrave; concluso ieri sera la kermesse birraria di Rimini, il &quot;vecchio&quot; <strong>Pianeta Birra</strong>, il &quot;nuovo&quot; <strong>Sapore Tasting Experience.</strong> Appuntamento importante, nel contesto del quale ha conquistato sempre pi&ugrave; spazio il mondo della birra artiginaale italiana: non &egrave; un caso che proprio a Rimini <strong>Unionbirrai</strong> abbia deciso di organizzare il premio <strong>Birra dell&#39;anno</strong> (del quale parler&ograve; domani). Ma Rimini era importante, per noi di <strong>Birrerya</strong>, anche e soprattutto per un&#39;altra cosa: doveva essere l&#39;occasione per presentare un evento al quale si stava lavorando da tempo, e cos&igrave; &egrave; stato. Riporto qui di seguito il testo integrale del comunicato stampa che descrive al meglio spirito, modalit&agrave; e tempistiche di quello che si presenta come il numero 0 di una splendida idea e un&#39;occasione imperdibile per tutti gli appassionati birrofili. </span></span></em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><strong>ALLE</strong> dell<span style="color: rgb(128, 0, 0);"><em><strong>&rsquo;ARROGANT PUB</strong></em></span> (SCANDIANO, R.E.)<br />
	<strong>MANUELE</strong> del <span style="color: rgb(128, 0, 0);"><em><strong>MACCHE&rsquo; SIETE VENUTI A FA&rsquo;</strong></em></span> (ROMA)<br />
	<strong>UMBE</strong> del <span style="color: rgb(128, 0, 0);"><em><strong>GOBLIN </strong></em></span>(PAVULLO ,M.O.)<br />
	<strong>GIANNI</strong> del <span style="color: rgb(128, 0, 0);"><em><strong>TNT PUB </strong></em></span>(BUONCONVENTO SIENA)<br />
	<strong>MICHELE</strong> del <span style="color: rgb(128, 0, 0);"><em><strong>THE DOME</strong></em> </span>(NEMBRO, BERGAMO)<br />
	<strong>NINO</strong> dello <span style="color: rgb(128, 0, 0);"><em><strong>SHERWOOD PUB</strong></em></span> (NICORVO,PAVIA)</span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="text-align: center;"><em><strong><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Sono orgogliosi di invitarvi allo</span></span></strong></em></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: rgb(165, 42, 42);"><u><em><strong><span style="font-size: 18px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">&ldquo;UNITED INDIPUBS&rdquo;</span></span></strong></em></u></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	&nbsp; 24 spine, 6 pub, 6 publican, 6 stili diversi di essere dietro un bancone, </span></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">1 punto in comune &hellip; la passione per la birra </span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/arrogannt1.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8234" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/arrogannt1.jpeg" style="width: 102px; height: 155px;" title="arrogannt" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">In uno scenario mondiale, ma sopratutto italiano, dove sta crescendo esponenzialmente la cultura della birra, ci poniamo l&rsquo;obiettivo di esportare il modello delle Free House inglesi nel nostro territorio, mettendo in evidenza la caratteristica di universalit&agrave; della birra stessa. </span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Le Free House inglesi detengono due principali caratteristiche, la prima &egrave; quella della totale indipendenza</span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/goblin-pub.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-medium wp-image-8235" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/goblin-pub-300x255.png" style="width: 144px; height: 122px;" title="goblin pub" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"> rispetto alle major della birra attraverso l&rsquo;acquisto degli impianti di spillatura in propriet&agrave;; la seconda &egrave; la centralit&agrave; del <em><strong>publican</strong></em>, il cosiddetto spillatore. </span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Siamo fortemente convinti che il publican debba diventare una figura professionale che rientra a tutti gli effetti nel meccanismo produttivo-distributivo del prodotto, assumendo un ruolo di educatore e profondo conoscitore della materia, il<em><strong> publican,</strong></em> possiamo affermare, &egrave; colui che fa fare il salto di qualit&agrave; al prodotto spillato. </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/TNT-pub1.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8236" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/TNT-pub1-300x251.jpg" style="width: 152px; height: 127px;" title="TNT pub" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Un&rsquo;educazione alla degustazione che mira a diffondere tale passione a livello popolare, combattendo la creazione di caste o meccanismi elitari, al fine di arrivare ad una coscienza consumistica legata alla qualit&agrave; e</span></span><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">non alla quantit&agrave;.<br />
	E&rsquo; quindi la passione il <em>leit motive</em> del nostro progetto, una passione condivisibile dal primo all&rsquo;ultimo anello della catena produttivo-distributivo della birra, a partire dal produttore, passando per il <em><strong>publican</strong></em>, fino all&rsquo;appassionato consumatore finale.<br />
	Il messaggio che vogliamo far passare deve arrivare forte e chiaro, non &egrave; necessario affidarsi ad un marchio per aprire un pub, dobbiamo favorire la totale libert&agrave; di movimento rispetto alla birra da spillare. La scelta dev&rsquo;essere nostra, al 100%.</span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/ma-che-siete-logo1.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-full wp-image-8239" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/ma-che-siete-logo1.jpeg" style="width: 125px; height: 119px;" title="ma che siete logo" /></a><br />
	<span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">L&rsquo;occasione della manifestazione che si terr&agrave; al <em>Podere Elisa</em> dal 30 Aprile al 2 Maggio &egrave; un momento di confronto imperdibile per appassionati e addetti ai lavori. Nell&rsquo;occasione ogni pub avr&agrave; il suo stand allestito secondo il proprio stile dove si potr&agrave; assaggiare&#8230;.. la nostra passione, cercando di seguire la nostra idea, tra spine dedicate e prodotti rari. Si terranno inoltre degli interessanti dibattiti sugli impianti e sulla lavorazione della birra dove interagiranno rappresentanti di birrifici artigianali, ristoratori, gestori di pizzerie, di </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/the-dome.jpeg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8228" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/the-dome-300x94.jpg" style="width: 174px; height: 56px;" title="the dome" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">bar, di birrerie fino al consumatore finale.<br />
	Si tratta di una sfida lanciata con grande passione, con la convinzione che il tema centrale nella diffusione culturale del prodotto siano il contatto umano, il confronto di idee, l&rsquo;unione d&rsquo;intenti, caratteristiche lontane dalle sterili logiche imposte dal mercato.<br />
	Due parole per il nostro Partner di immagine, con il cui aiuto si &egrave; resa possibile questa manifestazione, </span></span><a class="highslide" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/sherwood1.png" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignright size-full wp-image-8242" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2011/02/sherwood1.png" style="width: 121px; height: 113px;" title="sherwood" /></a><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">volevamo accanto a noi una immagine di assoluta passione artigianale, di una scelta di qualit&agrave; senza compromessi, quindi ci &egrave; sembrato logico, anche per in rappresentanza del territorio della prima manifestazione, affiancarci al prestigioso marchio del &ldquo; Parmigiano Reggiano&rdquo;. La cui filosofia di prodotto esclusivo ma fuori degli schemi dell&rsquo;industria, si lega molto a quella della birra artigianale.</span></span></div>
<div style="text-align: center;"><u><strong><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	Calendario manifestazione</span></span></strong></u></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	<span style="color: rgb(165, 42, 42);"><u><em><strong>VENERDI&rsquo; 29 APRILE</strong></em></u></span><br />
	<strong>19.30/ 20,30</strong>: conferenza stampa di presentazione e cena presso il Podere Elisa, invitati tutti i<br />
	Publican partecipanti, Autorit&agrave; locali e giornalisti</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	<span style="color: rgb(165, 42, 42);"><u><em><strong>SABATO 30 APRILE</strong></em></u></span><br />
	<strong>16,00:</strong> apertura spine<br />
	<strong>16,30:</strong> incontro con i 6 pub presenti per la presentazione del movimento degli indie pub, e forum aperto sulla figura professionale del publican<br />
	<strong>18,00</strong>: degustazione di birre artigianali:<strong> Il mondo Pils</strong><br />
	<strong>18,30: </strong>degustazione delle varie stagionature del parmigiano reggiano<br />
	<strong>19,00:</strong> apertura punti gastronomici<br />
	<strong>21,30:</strong> concerto</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	<span style="color: rgb(165, 42, 42);"><u><em><strong>DOMENICA 1 MAGGIO</strong></em></u></span><br />
	<strong>12,30</strong>: apertura spine e punti gastronomici<br />
	<strong>14,00:</strong> cotta pubblica dimostrativa organizzata dalle associazioni di homebrewing, con la partecipazione dei mastri birrai italiani<br />
	<strong>14,00:</strong> cotta pubblica del Parmigiano Reggiano con dimostrazione e spiegazione dei processi produttivi del formaggio, in compagnia dei masti casari del consorzio<br />
	<strong>15,30:</strong> incontro con le associazioni Birrarie (MoBI,Unionbirrai,ADB,&hellip;) presente un membro del C.A.M.R.A. presentato da <em>Agostino Arioli </em>e <em>Andrea Camaschella</em>, che illustreranno il movimento Inglese, per nuove idee sulle strategie da attuarsi per la valorizzazione della birra artigianale nei locali con impianti di propriet&agrave;.<br />
	<strong>17,00</strong>: tavola rotonda sulle problematiche legate alla birra artigianale nei vari settori della ristorazione, con la partecipazione di gestori di bar, pizzeria, osteria, pub (naturalmente non di quelli presenti) e di uno chef di un locale stellato. Lo scopo dell&rsquo;incontro &egrave; di trovare strategie comuni ed affrontare le problematiche inerenti alla somministrazione di un prodotto artigianale nelle diverse tipologie di locali.<br />
	<strong>21,30</strong>: concerto</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><br />
	<span style="color: rgb(165, 42, 42);"><u><em><strong>LUNEDI 2 MAGGIO</strong></em></u></span><br />
	<strong>14,30</strong>: apertura spine e punti gastronomici<br />
	<strong>15,00:</strong> relazione di un tecnico del settore sui vari metodi di spillatura, gestione dell&rsquo;impianto, importanza della cella e della conservazione della birra, shelf life&#8230;&hellip;.<br />
	<strong>17,00</strong>: incontro tra: 1 importatore, 1 produttore, 1 distributore, 1 publican, 1 consumatore, per approfondire ed eventualmente ridimensionare le problematiche riguardanti prezzi, la conservazione del prodotto ecc&hellip;. Scopo dell&rsquo;incontro sar&agrave; anche la valorizzazione delle singole figure partecipanti nel mondo della birra artigianale</span></span></div>
<div style="text-align: center;">&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Durante la manifestazione saranno presenti mastri birrai e personaggi del mondo della birra internazionale.<br />
	All&rsquo;entrata verr&agrave; consegnato 1 bicchiere di vetro intestato con la tracolla portabicchiere ed all&rsquo;interno dei locali saranno presenti 4 punti di lavaggio bicchieri con spulboy. Tutti i 3 gg. sar&agrave; presente uno stand che dar&agrave; informazioni gratuite sui costi di impianto, le problematiche di gestione, la manutenzione&hellip; </span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Particolari convenzioni con le strutture circostanti per i pernottamenti, eventuale area di campeggio libero.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Maggiori informazioni saranno disponibili su <a href="http://www.podereelisa.it/">www.podereelisa.it</a><br />
	</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;">Area organizzativa:<br />
	<em><strong>Podere Elisa</strong></em> &ndash; via caduti della bettola n&deg; 119 &ndash; 42030 &ndash; Vezzano sul Crostolo &ndash; RE &#8211; 0522 200014 &ndash; <a href="http://www.podereelisa.it/">www.podereelisa.it</a> &ndash; info e prenotazione forum Alle 338 1314307</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em>Che dire, ci sar&agrave; davvero da divertirsi e da&nbsp; &#8230; leccarsi i baffi. Segnarlo subito sul calendario!</em></span></span></div>
<div><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: trebuchet ms,helvetica,sans-serif;"><em>Intanto Gianni va allo Zythos per fare un po&#39; di&nbsp; &#8230; scorta.</em></span></span></div>

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		<title>La Germania per &#8220;prossimità&#8221;: il Trentino Alto Adige</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 07:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una settimana di Germania, la regione, in Italia, che per prossimità, più le si avvicina, soprattutto nel modo di bere è il Trentino Alto Adige. Avevo scritto questo post appena tornato dalle mie vacanze estive; lo propongo adesso come ideale continuazione, spostato a sud, di un itinerario birrario con la Germania ancora al centro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Dopo una settimana di Germania, la regione, in Italia, che per prossimità, più le si avvicina, soprattutto nel modo di bere è il Trentino Alto Adige. Avevo scritto questo post appena tornato dalle mie vacanze estive; lo propongo adesso come ideale continuazione, spostato a sud, di un itinerario birrario con la Germania ancora al centro. Qui si parlerà di Germania, di Trentino, e delle birre tedesche, oltre a quelle italiane artigianali che, con qualche zona d&#8217;ombra (leggi &#8220;prezzi&#8221;), cominciano ad affacciarsi anche da quelle parti.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/alta-badia11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5205" title="alta badia1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/alta-badia11-300x184.jpg" alt="" width="203" height="124" /></a></p>
<p>Quando uno capita in vacanza da queste parti (<em>Alto Adige</em>, <em>Val Badia</em> per la precisoine) ci arriva già consapevole di quello che ci può trovare, birrariamente parlando. Lo sanno tutti: il <em>Trentino Alto Adige</em> è la riserva di caccia quasi esclusiva della <em><strong><a href="http://www.forst.it/">Forst</a> </strong></em>di <em>Lagundo</em> (detentrice, fra l&#8217;altro, di <a href="http://fermentatore.wordpress.com/2010/08/09/a-merano-il-boccale-di-birra-piu-grande-del-mondo/">questo recente record</a>, prontamente inserito nella lista <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/FORST-Kopie-0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5206" title="FOR 06 2Spr 148x102-zw.fh9" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/FORST-Kopie-0-300x168.jpg" alt="" width="234" height="131" /></a>del Guinnes dei primati &#8230;) che tappezza le spine dei pub e gli scaffali della GDO con tutta la sua (non variegatissima) gamma di prodotti. Nei piccolissimi ritagli di spazio che questa penetrazione a tappeto lascia scoperti, si insinuano, di solito, spesso con una certa malgrazia (e pochissima voglia di stupire), prodotti birrari di provenienza perlopiù austro/tedesca, adatti al solo largo consumo, testimonianza efficacia del fatto che il tedesco che va in vacanza (e da queste parti erano in tanti) si trascina dietro quasi obbligatoriamente le birre che di solito consuma a casa propria. Uno lo sa, arriva da quelle parti senza tante pretese, e sta alla sorte, sperando in un estemporaneo colpo di fortuna e confidando che la buona sorte possa riservare la scoperta, in qualche angolo di scaffale o in qualche pub sperduto, di qualche prodotto &#8220;anomalo&#8221;. Devo dire che non è mi è pr<em><em><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/Licher-Weizen.jpg"><img class="alignright size-medium  wp-image-5207" title="Licher-Weizen" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/Licher-Weizen-300x300.jpg" alt="" width="182" height="182" /></a></em></em></em>oprio andata male in assoluto, lassù, qualcosa di &#8220;non del tutto omologato&#8221; sono riuscito a trovare (e a bere). Accanto, infatti, alle &#8220;solite&#8221; <em>Paulaner, Franziskaner, Weihenstephaner</em>, <em>Erdinger,</em> alla infinita serie di Forst <em>Premium, Light, Kronen, Pils, 1857 &#8230;. </em>mi sono capitate sottomano un paio di weisse più che decenti (mai trovate da me al di sotto degli Appennini tosco-emiliani), che hanno rappresentato una interessante variante al piattume. La  prima è la <em><strong>Licher Weizen </strong></em>della <a href="http://www.licher.de/home"><em>Licher Privatbrauerei</em>,</a> da un po’ confluita nel gruppo <em>Bitburger</em>, una bionda leggermente torbida dall&#8217;aroma e dal gusto ricchi di frumento e lievito e dal corpo  leggero, relativamente watery e piuttosto carbonato; corretta, tranquilla, ma relativamente abbordabile. La seconda è stata l&#8217;austriaca <em><strong>Grieskirchner Weissbier</strong></em>, della <em>brauerei Grieskirchner</em>, anch&#8217;essa confluita non da molto in un grosso gruppo birrario, il <a href="http://www.harmer.at/index.php?set_language=de&amp;cccpage=kapsreiter_produkte"><em>Kapsreiter</em></a>; anche qui una delicatezza di fondo molto ben costruita, una buona bevibilità, una speziatura meno marcata rispetto a tante altre weisse, accompagnata da una buona fragranza di cereale.</p>
<p>Meta d&#8217;obbligo nel non vastissimo panorama della birra artigianale alto atesina, è il brewpub <a href="http://www.rienzbraeu.com/it/Home.html"><strong><em>Rienz Brau </em></strong></a>di Brunico, assurto agli onori della cronaca grazie al prestigioso riconoscimento ricevuto per la sua <em><strong>Nera</strong></em> nell&#8217; edizione <strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/rienz.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5208" title="rienz" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/rienz.gif" alt="" width="105" height="142" /></a>2008</strong> del primio<em> Birra dell&#8217;Anno</em> organizzato da <em>Unionbirrai</em> (battendo, allora, <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/01/29/via-emilia-birrificio-del-ducato/"><em><strong>Via Emilia</strong></em></a> e <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/06/09/altre-due-birre-del-prossimo-villaggio-forse/"><em><strong>Tipopils</strong></em></a>) e premiata con la medaglia d&#8217;argento nella edizione <strong>2009 </strong>dell&#8217;<em>European Beer Stars</em> nella categoria <em>schwarz</em> . Ci sono andato apposta, e non ce l&#8217;ho trovata, la <em><strong>Nera</strong></em>. Mi permetto di fare (e di fargli) una osservazione, di principio e di metodo: hai la miglior birra artigianale italiana della categoria (o quasi) e non ce l&#8217;hai in servizio? In Agosto, poi, quando puoi contare su una platea di consumatori statiscamente più ampia? Commercialmente parlando, la considero una grave mancanza, quasi un mezzo suicidio. Non essendoci la <em><strong>Nera,</strong></em> ho ripiegato sulla loro <em><strong>Spezial</strong></em> (una buona ambrata, dalla rotondità corretta, non pastosa, un buon caramello e un finale leggermente bitter) e la loro <em><strong>Weisse</strong></em> (troppo citrica, assomigliava pericolosamente ad una <em>rader</em>, per fargli un complimento &#8230;). Buono invece il settore-cibarie (il <em>Rienz Brau</em> è un bel brewpub, ampio e luminoso al suo interno), ricco il menù e corretto nei prezzi; ma ci hanno fatto mangiare fuori (sotto un ombrellone) mentre pioveva perchè avevamo con noi il cane &#8230;</p>
<p>Mi ha sorpreso abbastanza la presenza in un paio di supermercati di birre artigianali italiane. Trovare quattro diverse <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/baladin.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5210" title="baladin" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/baladin.gif" alt="" width="109" height="109" /></a>0,75 del <em>Baladin</em> (<em><strong>Nora, Super, Wayan e Isaac</strong></em>) alla Conad de <em>La Villa</em> e alla Cooperativa di <em>Cortina d&#8217;Ampezzo</em> e due birre del <em>Troll </em>(<em><strong>Dau e Shangrilà</strong></em>, se non mi ricordo male) in bella evidenza sempre a <em>Cortina</em> è da co<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/troll.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-5209" title="troll" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/troll.jpeg" alt="" width="100" height="106" /></a>nsiderarsi comunque un bel segno. I prezzi però, a parer mio, sono ancora <em>oversize</em>: le <em>Troll</em> abbondanetemente sopra i <strong>9 </strong>€ e le <em>Baladin</em> fra gli <strong>8,50</strong> € e i <strong>9,75</strong> €. Ancora troppo alti, secondo me, per stare, in maniera competitiva, sugli scaffali della GDO. Dove vi ho trovato anche la <em><strong>Sixtus</strong></em> della<em> Forst</em> (me la ricordavo molto più buona &#8230; una mezza delusione) in offerta a <strong>0,57 </strong>€ (!) e la <em><strong>Pils</strong></em> e la <em><strong>Doppio Malto</strong></em> della <a href="http://www.birrapedavena.it/?dolomiti"><em>Birra Dolomiti</em></a> a poco più di <strong>1,50</strong> €. Tanto di cappello alla <em><strong>Pedavena</strong></em> e alla sua storia, molto complicata negli ultimi anni, ma la gamma delle birre <em>Dolomiti</em> è davvero molto deludente.</p>
<p>Ci sono passato l&#8217;anno scorso, ma l&#8217;inserisco ugualmente in questo post: parlo dell&#8217;<a href="http://www.boznerbier.it/index.php?Itemid=85"><em>Osteria Hopfen &amp; Co</em></a>. di Bolzano, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/hopfen.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5211" title="hopfen" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/hopfen.jpg" alt="" width="81" height="97" /></a>nella centralissima <em>Piazza delle Erbe</em>. Brewpub frequentatissimo anche all&#8217;ora di pranzo, abbina ai piatti della tipica cucina alto atesina (ci si mangia molto bene, e anche molto velocemente) una serie di birre (tre, una <em>Weisse</em>, una <em>Helles</em> e una <em>Dunkel</em>) non trascendentali ma corrette, brassate tutte secondo la tradizione tipicamente tedesca dell&#8217;<em>Editto della Purezza</em>. Poco più avanti, sulla stessa strada, c&#8217;era anche un piccolo bar (del quale non ricordo il nome) che aveva alla spina 3 o 4 birre della <a href="http://www.andechs.de/brauerei/"><em>Andechs:</em></a> chapeau, erano tutte in ottima forma.</p>

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		<title>Re Hop e Surfing Hop: le &#8220;ultime&#8221; prima del Villaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo nel regno del luppolo, con questi due ultimi prodotti di Toccalmatto,  entrambe presenti dietro al bancone delle spine del birrificio di Fidenza da sabato prossimo al Villaggio. Con queste due ultime birre si conclude la lunga cavalcata iniziata un paio di mesi fa, attraverso la quale ho cercato di fornire  in &#8220;anteprima&#8221; un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Siamo nel regno del luppolo, con questi due ultimi prodotti di <em>Toccalmatto</em>,  entrambe presenti dietro al bancone delle spine del birrificio di Fidenza da sabato prossimo al <em><strong>Villaggio</strong></em>. Con queste due ultime birre si conclude la lunga cavalcata iniziata un paio di mesi fa, attraverso la quale ho cercato di fornire  in &#8220;anteprima&#8221; un po&#8217; di notizie, curiosità, informazioni a riguardo delle birre che troveremo a Bibbiano (<em><strong>&#8230; vicino Bruxelles</strong></em>) fra pochi giorni. Spero di aver fatto venire l&#8217;acquolina in bocca a più di uno &#8230;. la platea delle birre presenti anche in questa edizione è davvero di primissimo livello.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Re Hop</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Premiata con le <strong>5 stelle</strong> dell&#8217;eccellenza birraria nell&#8217;ultima edizione di quest&#8217;anno della <em><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/07/13/la-guida-alle-birre-di-slowfood-a-prato-mark-limet-e-alex-liberati/">Guide alle Birre d&#8217; Italia</a> </em>edita da <em>Slowfood</em> (assieme all&#8217;altra birra di <em>Toccalmatto</em>, la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/08/04/chiusura-col-botto-di-luppolo/"><em><strong>Skizoid</strong></em></a>). Basterebbe questo per presentarla. Ancora più bella <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/ToccalmattoReHop1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5296" title="ToccalmattoReHop" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/ToccalmattoReHop1-177x300.jpg" alt="" width="177" height="300" /></a>la definizione che ne dà <em>Joris Pattyn</em>: una birra, dice lui, che ha &#8220;<em>un naso che sta da qualche parte, fra Europa ed USA&#8221;</em>. Un naso estremamente ricco, luppolato e allo stesso tempo delicatamente floreale, frutto di un saggio impiego di luppoli <em>Perle, Tradition e Cascade</em>, e dei malti <em>pils </em>e <em>speciali</em>, che le conferiscono questo spettro olfattivo ampio e ambivalente, collocandola davvero a cavallo fra la secolare tradizione produttiva europea e quella ancor giovane e molto innnovativa degli USA. E&#8217; bionda, leggermente scarica, con una gran corona di schiuma pannosa, che sprigiona subito tutta una serie di ricche fragranze, dalla resina al fieno tagliato, dal leggermente agrumato al delicatamente floreale. Rimane a lungo nel naso, preparando il palato ad una esperienza gustativa altrettanto ricca. Devo dire, però, che mi aspettavo un po&#8217; di più, sinceramente: il corpo è relativamente leggero (un pochino troppo &#8220;magro&#8221;, a mio parere), il che la porta ad essere estremamente beverina, ma un po&#8217; troppo &#8220;svelta&#8221; nella sua persistenza e nel finale. Predomina un luppolo secco e relativamente tagliente, che inonda di amaro lingua e palato, sui quali non permane però troppo a lungo. Decisamente frizzante, senza risultarne però scostante, è senz&#8217;altro un&#8217;ottima birra, che diventerebbe perfetta se le si conferisse un pochino di più di &#8220;robustezza&#8221;, anche a prezzo di togliere un po&#8217; di luppoli. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 5% vol.;<em> ©Alberto Laschi</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em><strong>Surfing Hop</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Prima classificata al concorso&#8221;<em>Miglior birra artigianale</em>&#8221; di quest&#8217;anno organizzato da <a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=153&amp;Itemid=70"><em>Unionbirrai</em> </a>nella categoria<strong> </strong><em>birre ad alta fermentazione &gt; 16° Plato</em>, nella quale ha sconfitto la forte concorrenza del <em>Birrificio del Borgo</em> (2° e 3° <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/toccamattosurfing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5297" title="toccamattosurfing" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/toccamattosurfing-179x300.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>classificato con le proprie <em><strong>Reale Extra</strong></em> e <em><strong>Re Ale</strong></em>). <em>Montagne di luppolo</em>, dicono i produttori, sono state usate per brassare questa <em>Imperial Ipa</em>, non priva di<em> qualche libertà stilistica</em> (dicono sempre loro). <em>Willamette e Amarillo</em>, colore arancio molto scuro, al confine con il marrone,<strong> 8,5%</strong> vol. alc. per una  birra italiana saldamente radicata in California (o giù di lì): due o tre birre di quelle parti, assaggiate in precedenza, mi sono tornate prontamente in mente, mentre sorseggio, con calma, questa bomba luppolata. Che mi piace, e anche molto, con il suo naso riccamente balsamico e desisamente aggressivo, ricco in varietà, impegantivo ed elegante. Si sente tutta la potenza dei due luppoli usati, con le forti sensazioni di resina (e anche un un po&#8217; terragne) che subito entrano in gioco a menare la danza. Che continua nel sorseggiarla, questa birra, dal corpo non certo esile, ma nenache esageratamente &#8220;massiccio&#8221;, con una luppolatura netta e decisa che impedisce una troppo rapida saturazione gustativa. Non è certo birra da tracannare, questa <em><strong>Surfing Hop</strong></em>, richiede calma, attenzione ed impegno, che vengono ampiamente ripigati da una grande soddisfazione gustativa, fatta di maraezza netta e decisa, aromatica e variegata, mai debordante. Rimane in bocca e in testa a lungo, molto a lungo,lasciandoli entramebi appagati. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 8,5% vol.; <em>©Alberto Laschi</em></p>
<p style="text-align: left;">Con queste due ultime birra saluto tutti, mi trasferisco in quel di Bibbiano a sistemare &#8230; un po&#8217; di birre. Ci vediamo là, e ci risentiamo (qua), a Villaggio finito, dopo il 15 Settembre.<em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/beerladyhome2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5300" title="beerladyhome" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/beerladyhome2-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><br />
</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p><span><span><span> </span></span></span></p>

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		<title>Altre due birre del prossimo Villaggio (forse)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il trend relativo alla presentazione delle birre che probabilmente saranno ospiti del Villaggio di Settembre, in attesa della definizione della lista completa delle birre (e dei birrifici) che faranno bella mostra di sè alla kermesse settembrina (ci sono un paio di possibili novità made in  Belgio &#8230;). Birre italiane, in questo caso, simili per categoria ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il trend relativo alla presentazione delle birre che probabilmente saranno ospiti del <em><strong>Villaggio </strong></em>di Settembre, in attesa della definizione della lista completa delle birre (e dei birrifici) che faranno bella mostra di sè alla kermesse settembrina (ci sono un paio di possibili novità made in  Belgio &#8230;). Birre italiane, in questo caso, simili per categoria ma molto dissimili dal punto degustativo. Entrambe meritevoli della più completa attenzione: le due <em>pils</em> più &#8220;famose&#8221; del <em><strong>Birrificio Italiano</strong></em> e di <em><strong>Pausa Cafè.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>P.I.L.S., Pausa Cafè</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Dopo aver parlato della <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/01/12/taquamari-pausa-cafe/"><em>Taquamari</em></a>, della <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/17/due-birre-di-pausa-cafe/"><em>Tosta</em></a> e della <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/17/due-birre-di-pausa-cafe/"><em>Dui e Mes</em></a>, adesso è la volta della <em><strong>P.I.L.S.</strong></em> . Pils <em>anomala</em>, conviene definirla subito così; tanto <em>anomala</em> che al premio <a href="http://www.unionbirrai.com/"><strong>Birra dell&#8217;anno 2010</strong></a> organizzato da <em><strong>Unionbirrai</strong></em> ha ricevuto il secondo premio nella categoria <em>birre passate in legno</em>, e non in quella <em>birre a bassa fermentazione entro i 14° Plato, </em>come invece si potrebbe <em>naturalmente</em> pensare. E anche il nome, con il &#8220;vezzo&#8221; del punto di interpunzione dopo ogni lettera, contribuisce a rafforzare ulteriormente l&#8217;idea circa la sua presunta <em>anomalia. </em>Per bocca dello stesso <em>Andrea Bertola</em>, mastro birraio di Pausa Cafè<em>, i</em>l punto dopo ogni lettera è parso a lui necessario per non<em> &#8220;fare torto ai <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/06/PILS.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4245" title="PILS" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/06/PILS.gif" alt="" width="148" height="361" /></a>degni produttori di pils&#8221;, </em>come a dire che lui non si ritiene ancora degno di far parte di questo augusto novero di produttori (anche se potrebbe benissimo essere anche l&#8217;acronimo di <em>Pils Invecchiata (in) Legno (di) Slavonia</em>). Un po&#8217; contorto, il tutto, anche perchè, per dichiarazione esplicita dello stesso produttore, questa pils è brassata comunque ricorrendo all&#8217;<em><strong>antica tradizione produttiva boema</strong></em>, con l&#8217;utilizzo di malto pils, fiori di solo luppolo <em>Saaz,</em> secondo i dettami della tradizionale tecnica della <strong>tripla decozione: </strong>per tre volte, cioè, una parte del mosto è portato ad ebollizione fino a che il processo  di ammostamento non è concluso. La giustificazione del premio ricevuto, e la peculiarità ulteriore di questo prodotto, derivano dalla sua maturazione, fatta a freddo, per oltre 10 settimane, in botti nuove di rovere di <em>Slavonia</em>, che la rendono effettivamente particolare. Il colore, innanzitutto, che non è il classico giallo paglierino, ma un biondo dorato molto accentuato, al confine con l&#8217;oro antico. La schiuma è classicamente fine, non abbondantissima, ma cremosa e persistente, mentre il naso è un ricco contrasto fra le note maltate e di vaniglia, che le derivano dalla maturazione in botte, e il fresco e deciso luppolato floreale derivato dall&#8217;uso dei fiori di <em>Saaz.</em> In bocca è leggera ma non sfuggente: il corpo è rotondo, giustamente consistente e ottimamente rapportato ai <strong>4,7°</strong> di percentuale alcolica, con il malto che conferisce una decisa rotondità, già ottimamente introdotta dal buon equilibrio fra la parte acquosa e quella strutturale della birra. Il luppolo, al palato, regala più che note floreali secche  eastringenti, una particolare sensazione, leggermente affumicata, simile a quella provata all&#8217;assaggio della <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/08/24/maagd-van-gottem/"><em><strong>Maagd Von Gottem</strong></em></a> del <em><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/04/02/villaggio-39-video-degustazione-maagd-van-gottem/">Dottor Canarus</a>,</em> quella con il cono di luppolo (<em>kent goldings</em>, in quel caso) infilato direttamente dentro la bottiglia. Finisce con un amaro diffuso, prorompente ma educato, che soddisfa il palato senza saturarlo. Fresca, elegante, particolare. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 4,7% vol.; <em>©Alberto Laschi</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Tipopils, Birrificio Italiano</em></strong></p>
<p><em><strong>3 aprile 1996</strong></em>: è da quella data che la <em><strong>Tipopils</strong></em> viene ininterrottamente prodotta a <em>Lurago Marinone</em>, nella sala di cottura del<a href="http://www.inbirrerya.com/2010/05/10/gli-italiani-al-villaggio-il-birrificio-italiano/"> <em>Birrificio Italiano</em></a>. Si tratta di una bionda prodotta per infusione, dal gusto piuttosto secco e fortemente luppolata. Dopo una fermentazione primaria piuttosto lunga, la birra matura per altre 2 settimane circa in tank. Gli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/06/1tipopils.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4246" title="1tipopils" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/06/1tipopils-155x300.jpg" alt="" width="155" height="300" /></a>ingredienti sono tipicamente europei: quattro diverse varietà di luppoli (<em>Hallertauer Magnum, Hallertauer Perle, Hallertauer Hersbrücker e Hallertauer Saaz</em>)  con l&#8217;aggiunta a freddo, prima della definitiva maturazione, di altro luppolo <em>Saaz,</em> che regala il classico, fine, aroma erbaceo. I malti  sono <em>Pilsener</em> e un poco di <em>Caramello</em> (per il colore); il lievito è del tipo<em> Saccharomyces carlsbergensis</em>, il &#8220;solito&#8221;, proveniente dai laboratori della università birraria di Baviera (<em>Weihenstephan</em>). E&#8217;, in tutto questo, una pils di stampo classico, meno &#8220;complicata&#8221; di quella di <em>Pausa Cafè,</em> più lineare nella storia produttiva e nella stessa tecnica produttiva, magari un po&#8217; meno articolata, ma sicuramente altrettanto gradevole al naso e al palato (intanto, zitta zitta, si becca comunque un bel <a href="http://www.ratebeer.com/beer/birrificio-italiano-tipopils/11493/">97 su 100</a> su ratebeer). Pluripremiata (l&#8217;ultimo premio ricevuto è stata la <a href="http://www.bi-blog.it/2009/12/birrificio-italiano-european-beer-star-tipopils-bibock/">medaglia di bronzo nell&#8217;edizione dicembre 2009 dell&#8217;European Beer Stars di Monaco di Baviera</a> nella categoria <em>kellerbier</em>), questa pilsener in perfetto stile tedesco ha un bel colore giallo paglierino, con alcune decise e gradevoli sfumature ramate, e una schiuma compatta e persistente. Mediamente frizzante, ha un naso ricco (logicamente, vista la quantità di luppoli profusa) della secchezza erbacea e floreale e del luppolo, che asciuga e prosciuga l&#8217;olfatto. In bocca è rotonda, inizialmente rotonda, poi si evolve in una generale asciuttezza, con il malto che lascia il posto ad un luppolo fresco e pungente, con una leggera punta citrica nel finale. Decisamente fresca e dissetante, scorre veloce e appagante, rendendo la bevuta sicuramente difficile da scordare. Dopo la <em><strong><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/04/12/and-the-winners-are/">Vudù </a></strong></em>e la <em><strong><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/05/10/gli-italiani-al-villaggio-il-birrificio-italiano/">Amber shock</a></strong></em>, un altro must della produzione di <em>Agostino Arioli</em>. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 5,2% vol.;<em> ©Alberto Laschi</em></p>

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		<title>Gli Italiani al Villaggio: il Birrificio Italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei padri nobili dei produttori artigiani di birra in Italia, per anni membro autorevole del consiglio direttivo di Unionbirrai (che ha da poco abbandonato), titolare di uno fra i più “anziani” e premiati birrifici italiani (l’ultimo premio l’ha ricevuto non più di un mese fa con la sua Vudù . Agostino Arioli, 44 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei padri nobili dei produttori artigiani di birra in Italia, per anni membro autorevole del consiglio direttivo di Unionbirrai (che ha da poco abbandonato), titolare di uno fra i più “anziani” e premiati birrifici italiani (l’ultimo premio <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/pils-pride.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3983" title="pils-pride" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/pils-pride-300x298.jpg" alt="" width="268" height="265" /></a>l’ha ricevuto non più di un mese fa con la sua <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/04/12/and-the-winners-are/"><strong>Vudù</strong> </a>. <em>Agostino Arioli</em>, 44 anni o giù di lì, con il suo <a href="http://www.birrificio.it/"><em><strong>Birrificio Italiano</strong></em></a> di Lurago Marinone (dove ieri e ieri l’altro si è tenuta l’annuale edizione dell’ormai irrinunciabile appuntamento del <a href="http://www.bi-blog.it/2010/04/8-9-maggio-arriva-il-pils-pride/"><em>Pils Pride</em> </a>sarà gradito ospite del prossimo <em><strong>Villaggio della Birra</strong></em>; da qui l’esigenza di conoscerlo meglio, e di imparare a conoscere i suoi prodotti. La storia di Agostino parte da lontano, dalle scuole superiori e poi dall’Università, la facoltà di Scienze Agrarie di Milano nello specifico, dove si laureerà nel <strong>1994</strong>. In quegli anni Agostino impara a conoscere il mondo della produzione birraria, quella “seria”, dopo aver fatto i soliti innumerevoli esperimenti da homebrewer. <em>Gianni Pasa</em> e <em>Lorenzo Pilotto</em>, due mastri birrai di grande esperienza, saranno i suoi primi ed importanti mentori, i viaggi in giro per il mondo (Patagonia, Canada, Germania) lo aiuteranno a comporre il quadro. Dopo il tirocinio universitario trascorso alla <em>Von Wunster</em> di Bergamo (oggi di proprietà della Heineken), il <strong>24 dicembre 1995</strong>, assieme ad 11 amici/soci (fra i quali il fratello Stefano), Agostino da vita al <em><strong>Birrificio Italiano</strong></em>, una vera e propria scommessa per quei tempi, e lo “impianta” nei primi mesi del <strong>1995 </strong>a <em>Lurago Marinone</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/birrificio-italiano1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3984" title="birrificio-italiano1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/birrificio-italiano1-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p>La prima produzione “effettiva” è del <strong>1996,</strong> con la <em>Tipopils</em> e la <em>Rossoscura</em>, entrambe a bassa fermentazione. Sono gli anni del fermento vero e proprio, in Italia: Agostino conosce (e si fa conoscere da) <em>Teo Musso, Kuaska, Davide Sangiorgi</em>; insieme daranno vita alla associazione <em><strong>Unionbirrai</strong></em>, che tanto ha contribuito a diffondere e sostenere il movimento birrario artigianale italiano. Gli affari però all&#8217;inizio non vanno benissimo, e dopo due anni dall’apertura del birrificio, si rende necessaria una ricapitalizzatone, che non tutti i precedenti soci sottoscriveranno. Ma chi ha resistito ha avuto ragion<em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/Agostino-Arioli.jpg"><img class="alignleft size-medium  wp-image-3985" title="Agostino Arioli" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/Agostino-Arioli-225x300.jpg" alt="" width="171" height="228" /></a></em>e: da 16 anni il <em><strong>Birrificio Italiano</strong></em> fa ormai parte non più della tradizione, ma della vera e propria storia della birra artigianale in Italia. Una &#8220;<em><strong>Scala Birrificio Italiano</strong></em>&#8221; (una &#8220;<em>raccolta ordinata ma semi-sobria di sensazioni e stati d&#8217;animo derivanti dall&#8217;assunzionje non sempre moderata dele birre da noi prodotte</em>&#8220;) che fa bella mostra di sè sul sito internet del Birrificio, una <em>sporca dozzina</em> di birre prodotte, fra le quali 2 weizen (<em>Vudù</em> e <em>Bi-Weizen</em>),  4 birre a bassa fermentazione (<em>Tipopils, Extra hop, Amber shock, Bibock</em>), 2 birre alla frutta (<em>Scires</em> e <em>Cassisona</em>), e un’altra aromatizzata alle erbe (<em>Fleurette</em>, con rose, sambuco, viola, pepe), più altre e continue sperimentazioni/novità (come la linea delle birre <em><strong>Musa</strong></em>, prodotte dalla sola filtrazione di cotte precedenti, senza nessun tipo di bollitura successiva, con l’aggiunta in ciascuna di ingredienti particolari). Il tutto come attuazione della sua personale filosofia produttiva: “<em>studio, applicazione, ricerca,  il primo importante corredo da portare come birraio</em>”, dice Agostino stesso (portatore sano di una personale e naturale puntigliosità); solo in un secondo momento devono intervenire, come completamento del quadro, “<em>entusiasmo e creatività</em>”.</p>
<p>Dopo aver parlato della <em><strong>Vudù</strong></em>, nata a Como dopo un viaggio/visita di Agostino alla birreria tedesca di <em>Sohenstetten, </em>nel Bade-Wurtemberg, è la<em><strong> Amber Shock</strong></em> la protagonista di queste brevi note degustative. &#8220;<em>Il fiore all&#8217;occhiello</em>&#8221; del Birrificio (così la definisce Kuaska), &#8220;<em> la birra della festa, una festa della birra, la  birra in festa</em>&#8221; (così viene descritta <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/BirrificioItalianoAmberShock.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3986" title="BirrificioItalianoAmberShock" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/05/BirrificioItalianoAmberShock.jpg" alt="" width="155" height="260" /></a>nella <em><strong>Scala B.I.</strong></em> precedentemente menzionata). Nella gamma del <em>Birrificio Italiano</em> la  <em><strong>Amber Shock</strong></em> è birra che esiste solo nella versione in bottiglia, nella quale è stata fatta rifermentare e maturare per 4 settimane attraverso un particolare procedimento. In produzione dal <strong>1996</strong>, per lei vengono usati luppoli <em>Hallertauer Magnum</em> e <em>Perle</em>, malti <em>caramello</em>, <em>Pilsener</em> e <em>Monaco</em> e il “classico” ceppo di lievito che il birrificio di Como ottiene dai laboratori della università birraria di Baviera (<em>Weihenstephan</em>).<em><em> Ha un bellissimo colore ramato brillante, schiuma fine, cremosa e abbastanza persistente, con una frizzantezza accentuata. La  Amber è un po’ il regno del luppolo, che si avverte prorompente nell’aroma assieme ai malti caramellati e ad un sentore agrumato abbastanza tenue, per la verità. Lo stesso luppolo condiziona prepotentemente, all’inizio, l’impatto al palato, lasciando poi il passo a sentori dolciastri più diffusi (frutta, ananas, banana), con un finale caratterizzato da frutta secca (noce, mandorla). Il corpo è snello e abbastanza beverino, e regala un finale abbastanza svelto e improntato ad un’amarezza erbacea. Ricca, variegata e strutturata; birra spettacolare. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 7% vol.;</em></em><em> ©Alberto Laschi.</em></p>

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		<title>Una &#8220;nuova&#8221; italiana, e una americana</title>
		<link>http://www.inbirrerya.com/2010/04/16/una-nuova-italiana-e-una-americana/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 13:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  L&#8217;avevamo già scritto, che Andrea Bertola e il &#8220;progetto birrario&#8221; di Pausa Cafè sono assolutamente da tenere d&#8217;occhio. Ce lo conferma il giusto risalta che è stato dato in questi giorni dalle cronache locali, e non solo, al &#8220;progetto Birra Martina&#8220;. Che questa birra, brassata con l&#8217;aggiunta di pere Martin Sec (varietà autoctona della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/01/12/taquamari-pausa-cafe/">L&#8217;avevamo già scritto</a>, che <em>Andrea Bertola</em> e il &#8220;<em>progetto birrario</em>&#8221; di <a href="http://www.pausacafe.org/"><em>Pausa Cafè</em> </a>sono assolutamente da tenere d&#8217;occhio. Ce lo conferma il giusto risalta che è stato dato in questi giorni <a href="http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=26144">dalle cronache locali,</a> e non solo, al &#8220;<strong><em>progetto Birra Martina</em></strong>&#8220;. Che questa birra, brassata con l&#8217;aggiunta di pere <a href="http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/vegetali/80.htm"><em>Martin Sec</em> </a>(varietà autoctona della zona <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/pausa-cafè.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3745" title="pausa-cafè" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/pausa-cafè.gif" alt="" width="201" height="202" /></a>di Saluzzo) fosse di assoluto valore lo si sapeva già: al premio &#8220;<strong><em>birra dell&#8217;anno 2010</em></strong>&#8220;, infatti,  organizzato da <em>Unionbirrai</em>, la birra in oggetto si è classificata al secondo posto nella categoria &#8220;<em>Birre con la frutta&#8221;.</em> Importante però è anche il contesto e il prgetto in cui questa birra ha visto la luce:  è birra che &#8220;<em>valorizza il proprio territorio, è impegnata nel sociale ed ha davanti a sé un futuro roseo</em>&#8220;. Nata, infatti,  da un progetto che è partito da lontano (settembre dell&#8217;anno scorso), teso alla valorizzazione di prodotti e risorse del territorio all&#8217;interno del quale Pausa Cafè vive ed opera (la provincia di Cuneo), il risultato finale vedrà la luce il prossimo <strong>5 giugno</strong>, quando la birra avrà anche la propria etichetta ufficiale. Perchè l&#8217;idea ce l&#8217;ha messa <em>Coldiretti Giovani Impresa Saluzzese</em>, la parte operativa si è fondata sulla bravura e al disponibilità del mastro birraio <em>Andrea Bertola</em>, che si è messo all&#8217;opera negli impianti posti all&#8217;interno del carcere di Saluzzo, il tocco finale lo daranno gli studenti <em>dell’Istituto d’Arte Amleto Bertoni</em> di Saluzzo, che stanno lavorando all&#8217;idea grafica definitiva dalla quale nascerà l&#8217;etichetta della birra stessa. Non si tratta quindi che aspettare fino al <strong>5 giugno</strong>, e partecipare, per chi può, alla fiera della birra &#8220;<em>C&#8217;è Fermento</em>&#8221; organizzata dalla <a href="http://www.fondazionebertoni.it/"><em>Fondazione Amleto Bertoni</em></a> a Saluzzo, dove questo progetto vedrà la sua conclusione e la propria consacrazione pubblica.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/port_brewing_web_1188x1188-300x300.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3746" title="port_brewing_web_1188x1188-300x300" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/port_brewing_web_1188x1188-300x300.jpg" alt="" width="173" height="161" /></a></p>
<p>Per &#8220;finire bene&#8221; la settimana, i commenti personali ad un&#8217;altra splendida birra made in USA della <a href="http://www.portbrewing.com/"><em>Port Brewing</em>,</a> la <strong><em>Port Brewing 3rd Anniversary Ale</em></strong>. Ogni anno “quelli” della <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/11/high-tide-fresh-hop-ipa-port-brewing/"><strong>Lost Abbey/Port Brewing</strong>, </a>celebrano la nascita di questa loro “doppietta” commercial produttiva con il brassaggio di una birra ad hoc. Quella da me assaggiata è l’edizione <strong>2009</strong>, mentre sul <a href="http://www.portbrewing.com/4th-anniversary-party/">loro sito è già “pubblicizzato”</a> il party che <strong><em>l’8 maggio</em></strong> prossimo vedrà come assoluta <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/102552.jpg"></a>protagonista la birra brassata per il <strong>4°</strong> <strong>compleanno</strong> del birrificio. Precisi, questi americani, e bravi, anzi, bravissimi, perché anche questa <a href="http://www.brewersassociation.org/attachments/0000/2207/BA_Beer_Style_2010.pdf">Imperial double IPA </a> è un vero spettacolo. Mezzo grado in più rispetto alla versione precedente <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/1025521.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3749" title="102552" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/04/1025521.jpg" alt="" width="132" height="133" /></a>(2009 <strong>10%</strong> vol., 2008 <strong>9,5%</strong> vol.), splendidamente corposa, ottimamente luppolata, spettacolarmente fruttata. Color giallo albicocca matura, denso e viscoso, nettamente opalescente, schiuma fine e cremosa, relativamente persistente. Luppoli a mazzi: <em>Columbus, Amarillo e Simcoe</em>, con il dry hopping fatto con <em>Columbus </em>ed <em>Amarillo</em>, che regalano un naso spettacolare, fruttato ed agrumato allo stesso tempo. E’ una vera e propria esplosione di pompelmo, ananas, frutta dalla polpa bianca, agrumi, pino, che circuiscono il naso, e te lo restituiscono solo dopo molto tempo, assuefatto e soddisfatto. I <strong>10°</strong> alcolici si fanno sentire tutti: l’impatto è comunque rotondo ed equilibrato, la frizzantezza tenace ma non invasiva. C’è il malto caramello che la tiene su, le fornisce la struttura, ma poi è il luppolo che prepotentemente invade il campo: un luppolo relativamente gommoso, più amaricante rispetto a quello che svela l’olfatto, più resinoso e meno fruttato. L’amarezza si diffonde con regolarità e decisa invadenza su tutto il palato e la lingua, che alla fine della bevuta, resta quasi anestetizzata. Il ricordo e la sensazione che lascia sono decisamente amaricanti, secche e asciutte, quasi erbacee, con l’alcool, che veicola delicatamente una sensazione di pienezza e calore. Veramente ben fatta. Assaggiata in bottiglia da 0,66; alc. 10% vol.;  <em><em>©Alberto Laschi.</em></em></p>

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